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In 3500 a corsi anti truffa di Polizia e Acli Roma

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Roma- Oltre 3.500 anziani raggiunti, 44 funzionari della Polizia coinvolti per circa 200 ore di corso e 15mila vademecum stampati. Sono i numeri del ‘percorso quadriennale antitruffa e autoprotezione’ rivolti agli anziani di Roma e organizzati da Acli e Fap in collaborazione con la Questura di Roma. Scopo dell’iniziativa, iniziata 4 anni fa e ancora in corso, e’ quello di fornire strumenti preventivi e difensivi a coloro che, per solitudine o senilita’, potrebbero diventare vittime prescelte di truffatori e malintenzionati, instaurando cosi’ un rapporto diretto tra il cittadino ed i vari Commissariati della Polizia di Stato presenti nella Capitale. A fare un bilancio intermedio dell’iniziativa, stamane nella sala Prisco Palumbo della Questura, sono stati Lidia Borzi’, presidente dell’ACLI di Roma, Massimo Improta, Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura e alcuni tra i Dirigenti dei Commissariati che hanno partecipato al progetto. In particolare il Presidente dell’Acli, dopo aver illustrato i risultati conseguiti nel corso di questi anni, ha ingraziato formalmente tutti i funzionari che hanno contribuito alla realizzazione dei corsi antitruffa. Tra le truffe principali di cui e’ rimasto vittima circa l’81%dei partecipanti ai corsi, ci sono: la truffa dello specchietto, la truffa delle chiavi, la truffa sentimentale. “Le persone spesso hanno vergogna e timore di sporgere denuncia, hanno paura di essere limitate nella liberta’ personali. L’obiettivo -ha spiegato Lidia Borzi, presidente dell’Acli di Roma – non e’ solo quello di rendere le persone piu’ consapevoli e attenti alle truffe ma anche dare informazioni e stimolare nuove reti e relazioni tra gli anziani dei quartieri per curare cosí la solitudine. Occorre stringere le maglie del territorio – ha aggiunto- anche grazie alla Polizia in una veste inedita: ovvero non come coloro che intervengono dopo una chiamata al 113 ma come i soggetti che svolgono un lavoro di prevenzione”.

Prevenire i reati, creare una rete di rassicurazione sociale e gestire gli effetti derivanti dai reati sono le tre direttrici che orientano, in questo delicato campo, l’attivita’ della Polizia di Stato. I corsi sono tenuti presso in sedi individuate dalle associazioni che collaborano al progetto e prevedono la partecipazione di personale della Polizia di Stato, dell’Unione sportiva di Roma e di qualificati psicologi. “La Polizia di oggi- ha spiegato Massimo Impronta dellUfficio Prevenzione generale della Questura- e’ diversa da quella di ieri. Pensiamo allo ‘Street meeting’ ovvero al poliziotto tra la gente in strada. Oggi c’e’ la voglia di aprire le porte della Volante della Polizia per fare rete. A queste riunioni in genere partecipano principalmete persone che sono state vittime di truffa e non le potenziali vittime. Ecco fare rete significa questo e soprattutto coinvolgere le famiglie che lasciano soli gli anziani in estate”, ha concluso.

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