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In Val Venosta spunta ‘villa rustica’ del I secolo tra i reperti di epoca romana

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C’è anche una ‘villa rustica’ del I secolo tra i reperti di epoca romana ritrovati negli scavi presso il maso «Pauli» a Malles in Val Venosta, ora allo studio dell’Ufficio beni archeologici della Provincia di Bolzano e dell’Istituto di archeologia dell’Università di Innsbruck, che collaborano ad un progetto di studio. Ed è stato proprio il lavoro e il controllo sistematico esercitato dall’Ufficio beni archeologici della Provincia sui lavori di sbancamento per la posa di un nuovo sistema di irrigazione sulla Malser Haide che ha reso possibile la scoperta e l’individuazione di tre insediamenti di epoca romana a valle del lago Haider, presso Laudes, come anche presso il maso Pauli a Malles, Dall’importanza del ritrovamento è nata poi l’idea di intraprendere un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università degli Studi di Innsbruck. Il progetto, finanziato dalla Provincia dalla Ripartizione Diritto allo studio, università e ricerca scientifica, prevede uno studio sistematico dei reperti venuti alla luce e inoltre due campagne di scavo archeologico presso il sito maso Pauli di Malles. Proprio gli scavi, iniziati nel giugno 2011, hanno portato alla luce i resti dell’edificio di epoca romana, una cosiddetta villa rustica.

I reperti mobili recuperati documentano con chiarezza che l’edificio risale al I secolo d. C.. Agli inzi del III secolo la casa venne abbandonata temporaneamente per motivi oggi sconosciuti. Per il IV secolo è documentata una continuità, seppure molto più modesta rispetto ai secoli antecedenti. Nel Primo Medioevo la casa, oramai caduta in rovina, venne usata come area cimiteriale. La notevole quantità di reperti, anche di ottima fattura, è costituita sopratutto da monete, fibule, recipienti in ceramica e pietra ollare. I frammenti della ceramica fine da mensa, la cosiddetta Terra Sigillata, presenti in gran numero, documentano contatti commerciali ad ampio raggio con l’ambito sudgallico. Nel progetto di ricerca scientifica archeologica sono coinvolti Leo Ardergassen, diretore della Ripartizione Beni culturali, Catrin Marzoli, direttrice dell’Ufficio beni archeologici, Hubert Steiner, responsabile di progetto per l’Ufficio beni archeologici, ed il prof. Gerald Grabherr dell’Istituto di archeologia dell’Università degli studi di Innsbruck.

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