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Infarti e ictus mortali in crescita fra le donne

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Infarti e ictus mortali in crescita fra le donne: in 20 anni si è registrato un aumento del 15% dei decessi per queste malattie nell’universo femminile. Lo riporta il Libro Bianco sulla Salute della donna, la cui terza edizione è stata presentata oggi a Roma nella sede di Farmindustria. Queste patologie – rileva il rapporto – rappresentano ancora oggi una tra le principali cause di morte e di invalidità nell’Unione europea e nei Paesi più industrializzati, sia per la loro diffusione in continua crescita, che per la mortalità a esse associata, anche fra le donne. Ma non sono più a esclusivo appannaggio del sesso maschile. Gli studi condotti sulla popolazione femminile, infatti, calcolano in Italia 130.000 decessi ogni anno, di cui 33.000 per infarto del miocardio, arrivando così a numeri pari a più del triplo rispetto a quelli del tumore della mammella. In generale la mortalità femminile per malattie ischemiche del cuore è pari a 8,56 per 10.000, con una punta di 92,56 nella classe di età 75 anni e oltre. «La vita sempre più sedentaria – ha sottolineato Francesca Merzagora, presidente Onda – l’alimentazione eccessiva e sempre più lontana da quella mediterranea, stanno portando anche fra le donne a un aumento delle malattie cardiovascolari. A ciò si aggiunga il fatto, che per questioni di cultura e per la propensione al ruolo di ‘caregiver’ nei confronti della famiglia, la donna tende a minimizzare i problemi di salute. Con il risultato che solo una su tre si sottopone a un controllo annuale cardiocircolatorio, anche nel periodo della menopausa, quello più critico in cui aumentano notevolmente i rischi per il cuore». «I dati emersi dalla III edizione del Libro Bianco, per ciò che concerne le malattie ischemiche, non sono confortanti – aggiunge Merzagora – con tassi di mortalità in continua crescita che, già preoccupanti a livello nazionale, diventano ancora più drammatici se si analizzano per le singole regioni. Si fa dunque sempre più evidente la necessità di misure adeguate che agiscano non solo sul fronte terapeutico, ma anche su quello preventivo». «Tuttavia, oltre a fattori esterni – continua Tiziana Sabetta dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – è importante considerare anche quei fattori non modificabili, quali ad esempio l’età. Per la donna la menopausa è il momento di maggior criticità, che va aumentando con l’avanzare degli anni; analizzando la mortalità per malattie ischemiche del cuore, si osserva infatti fra le donne più anziane un tasso di decessi addirittura 144 volte più alto rispetto a quello delle più giovani (rispettivamente 92,56 e 0,64 decessi per 10.000)».

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