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Inquinamento e rapporto con la salute: disabilità, tumori e autismo

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Inquinamento e salute: disabilità, tumori e autismo

L’inquinamento è un fatto evidente, innegabile, che sta creando danni non solo all’ambiente, ma anche al  genere umano; sull’uomo infatti si riflettono i problemi maggiori, gravi malattie e disabilità che spesso causano la morte di un numero elevatissimo di individui, molti di più di quelli che si crede.

La causa è il mancato rispetto delle regole di sviluppo sostenibile della nostra società, considerata una vera e propria civiltà del consumo. Da noi sono state costruite nel corso dei decenni delle vere e proprie metropoli industriali, che hanno causato un profondo mutamento delle condizioni ambientali e di conseguenza le patologie cronico degenerative fino ad ora conosciute. Quando si parla di malattie legate alle sostanze inquinanti l’immaginario collettivo fa riferimento in particolar modo ai tumori o al cancro, ma in realtà questi non sono gli unici ad essere generati dall’inquinamento, anzi molti studiosi del settore sostengono che rappresentino il meno grave dei problemi alla salute pubblica.

Studi e indagini confermano gli altri danni

Gli studi e le indagini dei medici hanno confermato che l’inquinamento è la causa di una gamma ben più ampia di patologie; queste hanno sottolineato che da esso derivano danni agli organi della riproduzione, alla fertilità e che provoca malformazioni neonatali, parti prematuri e altri seri problemi ai neonati, come tumori infantili, ereditati dai genitori. Dall’inquinamento sono causate anche disabilità ed invalidità come l’autismo, con casi sempre più frequenti.

Il Miur conferma i dati epistemologici

I gravi dati epistemologici vengono confermati tramite la richiesta del Miur che attesta la necessità di un numero maggiore di insegnati di sostegno nelle scuole, che deve essere quindi incrementato. I dati statistici riguardo la presenza dei bambini diversamente abili nella scuola italiana affermano che si tratta di quasi 235.000 studenti, che corrisponde al 2,7% del totale. Questo numero conferma che rispetto a dieci anni fa si è rilevato un incremento quasi pari al 40%.

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