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La villa rustica di Faonte foto

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Dopo il famoso incendio di Roma avvenuto nel 64 d. C., Nerone si fece costruire un villa bellissima di 219  ettari chiama Domus Aurea.

Svetonio scrive così: ”Si fece costruire una casa che si estendeva dal Palatino all’Esquilino che chiamò dapprima transitoria e poi, quando la fece ricostruire, perché era stata distrutta da un incendio, aurea”.

(Svetonio, Nerone, 31.1.)

Quindi  questa azione insieme ad altri provvedimenti impopolari anche di natura fiscale, fecero scoppiarela rivolta in Giudea nel 66 che si concluse con la distruzione del Tempio di Gerusalemme  nel 70 d.C; alla rivolta della Giudea, fece seguito,  la rivolta della Gallia nel ’68 soffocata nel sangue dalle legioni di Roma, la successiva rivolta dell’esercito di stanza in Spagna, il cui comandante Sulpicio Galba è stato acclamato imperatore dalle sue legioni ed è appoggiato anche dal Senato. Ricostruiamo le ultime ore di Nerone attraverso il resoconto che ne fa lo storico Svetonio nella sua “Vita dei Cesari”.

Abbiamo delle informazioni abbastanza precise sulla collocazione della villa rustica del liberto di Nerone Faonte.

Come ci scrive Svetonio: “ Nerone, frenato nuovamente l’impulso, cominciò a desiderare un rifugio appartato, per raccogliere le forze. Il suo liberto Faonte gli propose allora la sua casa di periferia, situata tra la via Salaria e la via Nomentana, a quattro miglia circa da Roma. Restando com’era, a piedi nudi e in tunica si gettò addosso un piccolo mantello di colore stinto, si coprì la testa, stese un fazzoletto davanti alla faccia e montò a cavallo, accompagnato soltanto da quattro persone, tra le quali vi era anche Sporo.” ( Svetonio  Nero XLVIII, L.)

Così Nerone, affannato e sconvolto, giunse nella villa del suo liberto dove si consumò la tragedia.

Non possiamo essere certi che la villa che oggi è saltuariamente  possibile visitare, sia proprio la villa rustica di Faonte, il liberto di Nerone. Comunque le coordinate geografiche corrispondono e anche la villa sembra essere di un certo livello, da poter essere appartenuta ad una persona benestante: come poteva essere un liberto dell’imperatore.

La villa venne descritta dal Nibby nel 1849 e poi dal Tomasetti e dal Lanciani che riferirono la presenza di murature in opus reticolatum che si estendevano sulla collina per una superficie di circa 300 mq e la presenza di un criptoportico, in seguito riconosciuto essere in realtà una cisterna, addossata al lato sud della collina.

Negli anni sessanta del secolo scorso vennero scoperti degli ambienti sotterranei costituiti da cunicoli e da pozzi riconosciuti come un sistema di cisterne a cunicoli  riferibili all’età repubblicana di una fase antecedente alla costruzione della cisterna esterna.

Altro elemento a favore della teoria che fosse la villa del liberto di Nerone è una iscrizione rinvenuta nel 1891 in terreni in prossimità della villa, dell’epigrafe funeraria di una certa Claudia Egloge, tale nome, fu quello della nutrice di Nerone, che raccolse le ceneri dell’imperatore e le depose nella tomba di famiglia, quella degli Enobarbi. Tuttavia la presenza di numerose ville rustiche nella zona nonché la frequenza del nome proprio in questione non permettono un’attribuzione certa.

Svettonio infatti ci descrive quanto avvenne ai funerali di Nerone: “Per i suoi funerali, che costarono duecentomila sesterzi, lo si avvolse nelle coperte bianche, intessute d’oro, di cui si era servito alle calende di gennaio. I suoi resti furono tumulati dalle sue nutrici Egloge e Alessandria, aiutate dalla sua concubina Acte, nella tomba di famiglia dei Domizi, che si scorge dal Campo di Marte sulla collina dei Giardini. Nella sua tomba fu collocato un sarcolago di porfido sormontato da un altare di marmo di Luni e circondato da una balaustra di pietra di Taso”. ( Svetonio, Nerone, L)

Pur non sapendo, con assoluta certezza, se questa villa rustica fosse veramente quella dove Nerone, il più discusso degli imperatori, vi trovò la morte, fa sempre una certa impressione se ci si passa nelle vicinanze.

Per informazioni per le visite alla villa rustica:

http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/villa-di-faonte.html

Emiliano Salvatore

 

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