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Luigi Luca Cavalli Sforza è morto

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Purtroppo, oggi la scienza è in lutto, è morto uno dei più grandi scienziati di genetica al mondo Luigi Luca Cavalli Sforza. Famoso per aver creato la genetica delle popolazioni e mediante i suoi studi riuscì a dimostrare in modo scientifico l’infondatezza del concetto di razza.

Nacque a Genova 96 anni fa ma si trasferì presto a Torino, dove frequentò il liceo Massimo d’Azeglio, in quell’istituto ebbe come professori Oreste Badellino come professore di latino e Casalegno come professore di francese. Fondamentale fu per lui una lezione in cui il suo professore di religione affermò di non credere nella teoria evoluzionistica. Il quattordicenne Luca notò subito che le prove riportate dal professore non avevano alcuna base logica, a differenza dell’evoluzione, che gli sembrava “del tutto ragionevole”. Dopo il liceo era indeciso se frequentare la facoltà di scienze o quella di medicina ma poi optò per medicina, fu allievo  di Giuseppe Levi , che fu maestro anche di Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini.

Laureatosi in medicina all’Università di Pavia (1944), vi tornò dal 1962 al 1970 come professore di genetica; nel 1970 si trasferì alla School of medicine della Stanford University (California), di cui è poi divenuto docente emerito; dal 1994 ha svolto attività di ricerca anche presso il laboratorio del CNR di genetica molecolare a Porto Conte (Alghero). Socio dell’Accademia nazionale dei Lincei (1991) e membro della Royal Society (1992), tra le numerose onoreficenze assegnategli figurano la Medaglia d’oro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il Premio Balzan (1999).

Luca Cavalli Sforza scrive “Geni, Popoli e lingue”, libro che si basa su due serie di lezioni tenute al Collège de France. Come sostiene lo stesso autore si tratta di: “Un’analisi esauriente dei dati di genetica umana raccolti negli ultimi cinquant’anni e dei nuovi dati ottenuti con tecniche messe a punto di recente ha permesso ai miei colleghi e a me di cartografare la distribuzione di centinaia di geni su scala mondiale. Da questa mappa abbiamo potuto dedurre le linee filogenetiche delle popolazioni del mondo. Il nostro albero genealogico concorda con un altro albero che comprende un numero minore di popolazioni, costruito a partire da dati genetici fondamentalmente diversi.Inoltre, la nostra ricostruzione trova parallelismi sorprendenti in una recente classificazione delle lingue”.

Nel 1993 Luca Cavalli Sforza assieme a suo figlio Francesco davano alle stampe “Chi siamo. La storia della diversità umana”, divenuto un grande classico della divulgazione scientifica che, dimostrando l’origine comune africana dell’umanità moderna e smontando pezzo per pezzo il concetto di razza, portava con sé un messaggio di unità e tolleranza.

Nel libro “Chi siamo”, infatti, Cavalli Sforza dimostrò in modo convincente che gli esseri umani sono piuttosto omogenei geneticamente, che come scrive nel suo libro“i gruppi che formano la popolazione umana non sono nettamente separati, ma costituiscono un continuum. Le differenze nei geni all’interno di gruppi accomunati da alcune caratteristiche fisiche visibili sono pressoché identiche a quelle tra i vari gruppi, e inoltre le differenze tra singoli individui sono più importanti di quelle che si vedono fra gruppi razziali”.

Emiliano Salvatore

 

Video intervista :https://www.youtube.com/watch?v=U6iC3ujolrg

 

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