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Marte, il protagonista del 2018 foto

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Il 2018 è stato un anno che ha visto il pineta di Marte protagonista dei cieli per via del suo avvicinamento alla Terra e del suo allineamento alla Luna. Oltretutto sono state fatte scoperte considerevoli sul pianeta rosso grazie alle missioni spaziali di Curiosity e la sonda Mars express che  con il suo radar Marsis scopre un  lago su Marte.

La scoperta riguarda un lago in tutto e per tutto  simile a quelli che si trovano sul nostro pianeta. Si trova però al polo sud di Marte, sotto a uno strato di ghiaccio di un chilometro e mezzo. Ha una ventina di chilometri di diametro e una temperatura di almeno dieci gradi sottozero. La pressione del ghiaccio sovrastante e la presenza di sali disciolti (magnesio, calcio e sodio sono elementi di cui è ricco il suolo del pianeta) gli permette di restare liquido nonostante il freddo. Sulla Terra, in Groenlandia come in Antartide, si conoscono decine di laghi subglaciali simili.

Tuttavia fino ad oggi nessuno ha trovato prove dell’effettiva esistenza, presente o passata, di vita su Marte. Nondimeno, se ce ne fosse ancora oggi, sarebbe probabilmente in forma batterica e nel sottosuolo: radiazioni e temperature estreme rendono la sopravvivenza sulla superficie marziana una sfida anche per i batteri estremofili.

Anche se il Rover che si trova sul pianeta rosso, Curiosity, ha usato un piccolo trapano per bucare la superficie di Marte e analizzare la composizione del suolo. Ha scoperto che sono presenti sostanze considerate i “mattoni della vita” come carbonio organico, idrogeno, ossigeno e zolfo. E metano nell’atmosfera, un gas che può essere prodotto da organismi viventi ma anche da reazioni chimiche tra rocce e acqua. Ha inoltre trovato indizi che fanno pensare che un tempo, miliardi di anni fa, su Marte scorresse l’acqua. Ne sono un esempio le rocce smussate e arrotondate, un aspetto tipico, anche sulla Terra, dell’azione dell’acqua come quella di un fiume.

L’oggetto ritratto da Curiosity il 26 novembre, che è stato ribattezzato “Little Colonsay”, come una piccola isola al largo della Scozia,  potrebbe essere un meteorite, come già gli altri trovati dal rover sul suolo marziano.

Il rovercuriosity si trova su Marte dal dicembre  2012 ed ora prsegue la sua missione “affiancato” da una altro rovere l’ Interior Exploration usingSeismicInvestigations, Geodesy and HeatTransport, meglio noto a tutti con il nome di InSight. Lo scopo della sua missione prevede la dislocazione di un sismometro e un sensore termico, che verrà portato potenzialmente ad una profondità di 5 metri al di sotto della superficie. Obiettivo della ricerca scientifica è investigare sulla struttura interna di Marte allo scopo di ricavare degli indizi sulle fasi più remote della formazione dei pianeti terrestri nella più ampia formazione del sistema solare.

La regione scelta per l’ammartaggio è, appunto, una vastissima distesa di polvere: ElysiumPlanitia, una zona vulcanica che si trova in prossimità dell’equatore. Parliamo di un mastodontico complesso vulcanico, il secondo su Marte, il cui picco arriva a 16 chilometri d’altezza, se si considera  cheil nostro  monte Everest , vetta più alta della Terra, arriva a 9 chilometri circa. Sembra cheInSight sia atterrato in un cratere da impatto piuttosto polveroso, con un’inclinazione di circa quattro gradi. Questa viene considerata dagli esperti come una situazione ottimale, infatti secondo il team aterra,  il fondo sabbioso e privo di grandi rocce e dovrebbe quindi facilitare il dispiegamento degli strumenti scientifici ed analizzare cosi la composizione chimica del suolo marziano.

ElysiumPlanitia è il luogo scelto per l’atterraggio, oltre che per la valenza scientifica, anche per le caratteristiche fisiche favorevoli tanto da essere noto tra gli addetti ai lavori come il più grande parcheggio di Marte. La regione vulcanica, in prossimità dell’equatore, sembra essere ancora geologicamente attiva e rappresenta il luogo ideale per studiare il mantello e il sottosuolo marziano. Si prevede cheInSight sarà in ‘servizio’ per 728 giorni terrestri e studierà crosta, mantello e nucleo del Pianeta Rosso: lo farà grazie a una sonda di calore, per misurare l’energia proveniente dalle profondità, e un sismografo per rilevare le onde sismiche che sono generate da vulcanismo e fratture della crosta. Le onde sismiche permetteranno di mettere a punto una sorta di “radiografia” di Marte.

Come ha spiegato Tom Hoffman, project manager della missione, si tratta di un bel risultato:”È fantastico aver stabilito il nostro primo “record fuori dal pianeta” generando più elettricità di tutte le precedenti missioni. Ma ancora meglio è sapere cosa rappresenta questo traguardo in relazione ai compiti che ci aspettano: grazie ai 4.588 wattora prodotti durante Sol1 avremo tutta l’energia necessaria a portare a termine i nostri compiti e proseguire con la missione scientifica”.

Il compito del rover è fondamentale poiché analizzerà per la prima volta in assoluto il sottosuolo del pianeta rosso, in quanto nel passato ci si era “limitati” a studiarne la superficie. Sono tre gli strumenti che verranno impiegati: il SEIS (Seismic Experiment for InteriorStructure) per la rilevazione delle onde sismiche generate dall’impatto di meteoriti e dai terremoti, la sonda termica Heat Flow and Physical Properties Probe per il rilevamento del calore sotterraneo attraverso una scavatrice e il RISE (Rotation and InteriorStructure Experiment), il cui scopo consiste nell’analizzare la composizione del nucleo del pianeta.

Il braccio robotico di 2,4 metri che posizionerà gli strumenti sul suolo di Marte integra una fotocamera che invierà sulla Terra immagini a colori tridimensionali dell’area circostante e di tutte le attività svolte.

Il Larri (Laser retro-reflector for Insight) ed è stato sviluppato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), sotto la responsabilità del professor Simone Dell’Agnello, con il contributo dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).Il Larrifunziona mediante uno strumento composto da una serie di specchi particolari, che hanno la caratteristica di riflettere il raggio di luce che ricevono nella stessa direzione da cui il raggio proviene. Se Larri viene puntato con un sistema laser, quindi, il fascio di ritorno va esattamente verso la sorgente.

Le traiettorie delle due sonde orbitanti: il Mars ReconnaissanceOrbiter e Mars Odyssey che dovranno trasmettere le informazioni sullo status di InSight. E’ coinvolta nella missione l’Italia tramite il Sardinia Deep Space Antenna: la grande parabola del radiotelescopio Srt situata a San Basilio, in provincia di Cagliari ed entrata a far parte del Deep Space Network nel settembre del 2017, riceverà i dati che InSight invierà agli orbiter marziani.

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/11/insight-marte-foto/1185818/#kQYRtMa3V47D2ovr.99

Video:

https://eyes.jpl.nasa.gov/apps/experience-insight/InSight.html

Emiliano Salvatore

 

 

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