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Massacrata in fin di vita dal ragazzo. Chiara, costretta a vivere in uno stato vegetativo. E intanto arriva la sentenza in corte d’appello per Falcioni

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CHIARA

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Una storia che inizia nel novembre del 2013. Lei è una ragazza di appena 19 anni. Lui, un uomo di 16 anni più grande. Nonostante la disapprovazione del padre di lei, Chiara Insidioso Monda e Maurizio Falcioni vanno a vivere insieme. Una convivenza che fin da subito si rivela malata. L’uomo infatti ha una gelosia morbosa verso quella ragazza.  Un’ossessione talmente grande che fa scattare in lui tutta la rabbia e la violenza che scaglierà contro la povera Chiara. Un messaggio arrivato nel telefono della ragazza da un amico, sembra il movente che ha spinto Falcioni a picchiarla con calci e pugni facendole perdere coscienza e costringendola, dopo il risveglio dal coma durato 11 mesi, a vivere per sempre in uno stato vegetativo.

Le scuse di Falcioni alla famiglia della ragazza arrivano dopo 21 mesi, sufficienti però per produrre uno sconto di pena di 4 anni. “E’ vero, ero geloso. Ho trovato sul suo cellulare i messaggi di un altro ragazzo. E allora l’ho picchiata. L’ho ridotta in fin di vita” ammise Falcioni davanti al gip Donatella Pavone e al pm Elena Neri nell’interrogatorio di garanzia. Condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 20 anni di carcere, la pena è stata poi ridotta in appello a 16 anni.

Rabbia e dolore, questi i due sentimenti contrastanti provati dal padre che nell’ascoltare la pronuncia è scappato fuori dal palazzo della Corte d’Appello. Non ha voglia di parlare tantomeno di inneggiare alla giustizia. Ma appena fuori, sui gradini del palazzo, è svenuto ed è rimasto diversi minuti incosciente. Si è rialzato, ma pochi metri dopo è di nuovo piombato a terra. Non è riuscito a proteggere Chiara. Falcioni doveva prendersi cura di lei e invece ora non resta che al padre badare a sua figlia che non sarà mai più come prima.

Fortemente rammaricati anche i legali di parte civile. «Noi purtroppo adesso possiamo fare molto poco” ha detto l’avvocato Massimiliano Santaiti.“Certo, presenteremo istanza alla procura per sollecitare la presentazione del ricorso per Cassazione”.

Sentenza ingiusta o no, sta di fatto che ora la povera Chiara rimarrà in uno stato vegetativo per tutta la sua intera esistenza. Senza più sorridere, senza più vivere la sua vita. A soli 20 anni costretta a restare immobile senza più assaporare quella che la vita aveva ancora da offrirle.

Silvia Roberto

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