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Massacro del Circeo. Riesumata la salma di Andrea Ghira. Il caso si riapre

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Massacro del Circeo

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Massacro del Circeo. Riesumata la salma di Andrea Ghira. Il caso si riapre.

Come non ricordare il massacro del Circeo. Una delle vicende di cronaca nera più discusse degli ultimi 40 anni. Un gesto efferato compiuto da tre ragazzi, Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido, tutti di buona famiglia. Le vittime, due ragazze di modeste condizioni economiche, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, la prima morta annegata nella vasca da bagno, la seconda sopravvissuta solo fingendosi morta.

Era il 30 settembre del 1975 quando le due giovani erano state invitate ad una festa di compleanno nella villa di famiglia di Andrea Ghira. Rimaste intrappolate per 36 ore nella “Villa Moresca” (così chiamata la casa di famiglia sul litorale del Circeo), chiuse in un bagno, nude, abbracciate, infreddolite, spaventate e sottoposte alle violenze carnali per un giorno e mezzo da ragazzi con gravi problemi sessuali. Il sesso, appunto, il motivo di fondo del folle gesto compiuto dai tre. Un sesso sbagliato, prevaricatore, violento.

Eppure parliamo di ragazzi cosiddetti perbene. Persone apparentemente con una vita felice, facile… forse troppo. Una vita fatta di eccessi che li ha portati a finire nel peggiore dei modi. Angelo Izzo, dopo 30 anni da quel tragico evento tornerà a colpire e ad uccidere. Gianni Guido, il più viziato, che rientrava sempre a casa per la cena, perché così gli avevano insegnato i genitori e che nel cuore della notte sgattaiolava per andare in quella villa dove Rosaria e Donatella si trovavano.

E poi c’è Andrea Ghira, definito il capo di quella piccola banda, figlio della “Roma bene”, la cui famiglia possedeva uno stabilimento industriale sulla via Pontina. Fin dall’adolescenza si fa notare per le sue spiccate idee di Destra e per la propensione al crimine. Era uscito da soli tre mesi da galera e quella organizzata era la festa per la scarcerazione preventiva. Un odio, quello manifestato da Ghira e gli altri due, nel quale si evidenziava tutta l’avversione contro le donne.

Un giorno e mezzo di violenze che hanno portato la giovane Rosaria a morire per annegamento nella vasca da bagno per opera di Angelo e Gianni. Dopo le torture, i tre tornano verso Roma caricando le due ragazze (Rosaria era già morta) nel portabagagli. Fermatisi a cercare un locale dove poter mangiare una pizza, Donatella ancora viva (fingendosi morta agli occhi dei tre orchi) con le sue urla richiama l’attenzione di una donna che abita lì vicino. Poche ore dopo Angelo e Gianni vengono catturati. Ghira fugge via. Indiscrezioni rivelano che si rifugia nelle fila della Legione Straniera Spagnola.

Nel 1994 viene trovato morto, causa overdose. Il corpo, sepolto in Spagna nel cimitero di Melilla, sotto il nome di Maximo Testa de Andres ha fatto scattare nella Procura della Repubblica di Roma, la disposizione di riesumazione della salma per verificare se realmente si tratti di Andrea Ghira, convinti che le moderne e più avanzate tecniche possano verificare tale veridicità. Presenti in Spagna anche il legale della famiglia di Rosaria Lopez. Fu “Chi l’ha Visto” a trasmettere la notizia della riapertura dell’inchiesta.

I dubbi sulla salma di Ghira sono sempre stati molteplici tanto che per le strade di Roma Nord ci sono stati diversi avvistamenti sulla persona del ragazzo. Sarà lui? E se il corpo di Maximo Testa de Andres non fosse quello che corrisponde ad Andrea Ghira? Vorrebbe dire che il giovane è ancora vivo e chissà dove si è nascosto, sotto quale nome. Donatella non ha mai creduto che la salma trovata in Spagna appartenesse a lui ed è con questa convinzione che purtroppo è morta colpita da un cancro all’età di 47 anni. Ora, a distanza di anni, non resta che aspettare la dichiarazione del Dna, sperando che quelle impronte corrispondano a quelle di Ghira e allora la morte di Donatella non sarà stata vana.

Silvia Roberto

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