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Maturità 2020: buona la prima tra buoni propositi, speranze e la paura del Covid19

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    Più di 500mila studenti hanno varcato la soglia ieri per il ritorno a scuola per affrontare la maturità, un percorso che è stato per via dell’emergenza sanitaria molto complesso e che ha portato le famiglie, gli studenti e tutto il corpo docente ad organizzarsi in una nuova veste con lezioni a distanza e compiti a casa, cercando di preparare al meglio i maturandi al loro impegno con gli esami.

    Tutto ha funzionato alla perfezione sia dal punto di vista organizzativo sia a livello di preparazione degli studenti. Quello che è mancato, a detta di tutti, è stato il clima di festa tipico degli esami di Stato. Quel clima che inizia con la gita del V, il pranzo dei 100 giorni, la notte prima degli esami. Ma il Covid-19 ha rivoluzionato tutto e anche i maturandi e i prof, loro malgrado, si sono dovuti adeguare.

    «Tanta apprensione, tanta concentrazione ma poi nel momento della prova determinati e concentrati», dice il premier Giuseppe Conte, facendo gli auguri ai 500mila maturandi che oggi iniziano l’esame di maturità. Ma il premier da studente è riuscito a chiudere occhio la notte prima degli esami? «Sì. Ma ho fatto tardi. Ho studiato fino all’ultimo».

    «Già dal primo di settembre tutte le scuole saranno aperte per recuperare le attività di apprendimento per gli studenti e le studentesse che sono rimasti un po’ più indietro». Lo ha confermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

    Invitato a commentare, il presidente Gabriele Ferrieri dell’ANGIAssociazione Nazionale Giovani Innovatori, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ”E’ un momento molto particolare per tutti, ma la forza e la resilienza dei giovani è stata straordinaria e il loro impegno verso questo importante momento del loro percorso formativo è stata encomiabile. La trasformazione della didattica legata all’innovazione sarà il futuro della scuola in ottica 3.0”

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