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METRO C, NECESSITA’ APPROFONDIMENTI GIURIDICI STA NEGLI ATTI

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Gli approfondimenti giuridici necessari a Roma Capitale per giungere al pagamento previsto dall’atto transattivo non solo sono necessari per tutelare l’interesse di tutti i cittadini ma sono tardivi.  L’Avvocatura dello Stato già nel giungo 2012 aveva espresso le sue riserve sull’ammissibilità giuridica del pagamento previsto dalla delibera Cipe 127 del 2012, che infatti aveva recepito tali riserve.

Non solo é comprensibile che ci si fermi ma é necessario un attento esame in modo che Roma si tuteli dai rischi che possono derivare per le casse della città. É necessario chiarire questo punto con la massima trasparenza e uscire da un falso dibattito in cui sembra che ci sia chi voglia terminare la Metro C e chi voglia fermarla ponendo problemi futili e pretestuosi.

Le richieste di imprese e sindacati e le accuse di esponenti politici più o meno smemorati nei confronti di Roma Capitale sarebbero del tutto condivisibili se ci trovassimo in una situazione ordinaria e normale di realizzazione di una grande opera pubblica. Ma la storia della Metro C è una storia tutt’altro che normale, conosciuta e studiata a livello internazionale come esempio di farraginosità e incertezza delle procedure, dei costi, dei tempi, ormai persino del valore strategico dell’opera.

É inoltre opportuno ricordare che dopo le pesanti osservazioni della Sezione centrale di Controllo della Corte dei Conti sulle modalità di realizzazione dell’opera é al momento in corso una indagine della Procura della Corte dei Conti.

Questa la dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere Radicale di Roma Capitale, eletto Lista civica Marino.

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