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Questo Natale con la stella cometa

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Quando si pensa al Natale si pensa sempre all’immagine del cielo stellato di 2000 anni fa, illuminato da una cometa che con la sua chioma illumina il luogo esatto della nascita di Gesù. Che ciò sia avvenuto, nessuno sa con certezza, se sia vero che una cometa apparve.

Adorazione Re Magi

Comunque, in realtà, si pensa che quando nacque Cristo si verificò una congiunzione planetaria, prova ne è che nelle prime rappresentazioni di natività troviamo sempre una stella luminosa nel cielo ma senza chioma, perciò non poteva trattarsi di una cometa.

A prova di ciò nel Vangelo secondo Matteo ( II,1-14) si legge: « Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella (τὸνἀστέρα ἐντῇἀνατολῇ, tònastéra en têanatolê) e siamo venuti per adorarlo».

Bisogna aspettare la natività di Giotto per vedere una rappresentazione di cometa.  Da allora è invalso l’uso di rappresentare la nascita del redentore con una stella cometa, forse, perché più suggestiva con la sua chioma. Non a caso il loro nome significa chiomate dal greco κομήτης (cometes)da κόμη (kòme) cioè chioma, testa chiomata.

Le comete sono corpi celesti che gravitano intorno al Sole, come i pianeti, ma percorrono, per lo più, orbite molto eccentriche; quando si trova a grande distanza dal Sole è formata da un agglomerato di cristalli, prevalentemente di metano, ammoniaca e acqua, in cui sono disseminate polveri metalliche come ferro, di nichelio, di calcio, di magnesio, ecc., quindi avvicinandosi al perielio i cristalli evaporano e la cometa prende la sua forma tipica, composta di un nucleo, più o meno brillante e distinguibile, circondato da una sorta di nebulosità detta chioma, che forma, assieme al nucleo, la testa della cometa dalla quale parte lo strascico luminoso detto coda, che si allunga per effetto della pressione della radiazione solare.

Nel Sistema solare, le orbite delle comete si estendono oltre quella di Plutone. Le comete che entrano nel sistema interno, e si rendono quindi visibili dalla Terra.

La nostra cometa,  che vedremo nel periodo natalizio, invece percorre un’orbita resa caotica da ripetuti incontri con Giove. Due incontri con il gigante gassoso nel 1972 e 1984 ne hanno ridotto notevolmente la distanza perielica.

Nel caso nostro la cometa, che ci verrà a fare visita nel periodo natalizio, si chiama 46P/ Wirtanen, ma per l’occasione viene chiamata “la cometa di Natale”.  Scoperta nel 1948da Carl A. Wirtanen, questa cometa si avvicina alla Terra solo ogni 5anni. Quest’annola cometa 46P/Wirtanen assumerà il ruolo di “Cometa di Natale” con una visibilità eccezionale.

La cometa infatti sta ingrandendo la sua luminosità, giorno dopo giorno, sia per effetto del suo avvicinamento alla Terra, previsto il 16 dicembre, quando passerà a circa 12 milioni di chilometri, sia per il suo avvicinamento al Sole del 12 dicembre.

L’appuntamento con la cometa di Natale è per sabato 15 dicembre dalle ore 21.

Questa cometa è intrinsecamente luminosa e quest’anno si avvicinerà di più al nostro pianeta appena 4 giorni dopo il perielio, e rimarrà visibile tutta la notte dando vita ad un passaggio straordinario.

Visto che bisogna aspettare più di 5 anni, forse, per riuscire a rivederla è bene tenere presente alcuni accorgimenti per cercare di ottimizzare le possibilità di osservare questo spettacolo celeste.

“le comete sono oggetti molto ‘sfumati’, con poco contrasto con il fondo, cioè il cielo” hadetto all’Ansa Paolo Volpini dell’Unione Astrofili Italiani (Uai).

Durante le fasi di massimo avvicinamento, invece, la Cometa di Natale, sarà pienamente visibile nella costellazione del Toro che sorge a est al tramonto e che sarà alta nel cielo a mezzanotte e nel corso del mese.

Quindi conviene andare in luoghi bui e muniti di cannocchiale o meglio telescopio. Cercare di rimanere alcuni minuti al buio per abituare gli occhi e poi cercare di vedere nel cielo se si riesce a localizzare la cometa, aiutandosi con una torcia con luce coperta /offuscata, per non abbagliare gli occhi.

Ci si può aiutare con una mappa celeste facilmente scaricabile da internet oppure,In mancanza di mappa, in modo più facile ma meno efficacie,si può utilizzare qualche app da cellulare come ad esempio “star walk 2” o tante altre app facilmente reperibili in rete.

Info :

https://itunes.apple.com/it/app/star-walk-2-mappa-stellare/id892279069?mt=8

https://www.uai.it/

https://theskylive.com/3dsolarsystem?obj=46p&h=00&m=16&date=2019-01-05

Emiliano Salvatore

 

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