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Nistri: si è speso per altri aiutando i fragili

Roma – “Abbiamo bisogno della vostra presenza, della vostra vicinanza e della vostra comprensione. Abbiamo bisogno che ci sentiate quello che siamo, cioe’ parte di voi. Come lo era Mario”. Con queste parole il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, ha iniziato il suo intervento durante la cerimonia funebre di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nella notte tra giovedi’ e venerdi’. Dopo aver ringraziato tutti i presenti, dalle istituzioni alle persone comuni, per aver presenziato ai funerali nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, a Somma Vesuviana (Napoli), Nistri ha parlato del vicebrigadiere. “Che cosa si puo’ dire di un ragazzo morto a 35 anni? Vorrei ripercorrerne la carriera, quando a 24 anni ha fatto la scelta di indossare la divisa- ha ricordato Nistri- e’ andato alla Scuola allievi di Roma e in quel frangente ha scoperto che stava diventando uomo non solo perche’ aveva fatto questa scelta, ma anche perche’ era venuto a mancare all’improvviso il papa’. Ha scoperto che doveva essere militare e anche inventarsi capo di famiglia”. Nel 2009 il servizio alla stazione Roma Cinecitta’, poco dopo il trasferimento a Roma Piazza Farnese. E poi, ha ricordato Nistri, il riconoscimento dato a Cerciello Rega dall’Arma. “Non lo regaliamo, se l’e’ meritato”, ha detto. “Devo dire qualcosa su chi era Mario uomo, anche se non ho strumenti per dirlo come vorrei. Era tifoso del Napoli, sposo felice, aiutava la famiglia a coltivare campi e raccogliere nocciole. Era volontario all’ordine di Malta, si e’ speso per altri da volontario come da carabiniere- ha detto ancora il comandante dell’Arma- aiutando i poveri e i fragili, portando cibo ai derelitti e accompagnando i malati a Lourdes, a Loreto e Medjugorje, facendo proprio il servizio che lo ha portato fino a oggi”. Infine, il ricordo di Mario Cerciello Rega attraverso una poesia di Giovanni Pascoli dal titolo ‘La piccozza’.