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Nuovo telescopio contro la minaccia di asteroidi

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    Nuovo telescopio contro la minaccia di asteroidi –

    È entrato in funzione il Test-Bed Telescope 2 (Tbt2) dell’Agenzia spaziale europea: ospitato presso l’Osservatorio di La Silla dell’Eso, in Cile, è pronto a entrare a far parte della rete Flyeye per la protezione della Terra da asteroidi pericolosi.

    Molti passano a milioni di chilometri da noi, altri si avvicinano di più, quasi a salutare il nostro pianeta, ma di asteroidi che sfrecciano nello spazio ce ne sono tanti. Piccoli e grandi corpi erranti, espulsi dalla loro casa: la fascia principale  degli asteroidi  che occupa lo spazio tra le orbite di  Marte e Giove o quella più estesa, almeno 20 volte di più, la fascia di Kuiper che si estende oltre l’orbita dei pianeti più grandi del Sistema Solare.

    Quasi un anello rarefatto di corpi ghiacciati di ogni dimensione, tra questi anche pianeti nani, come Eris, e oggetti con un diametro superiore ai 100 chilometri, di cui il più grande è Plutone.

    E sebbene gli impatti di asteroidi, altamente dannosi per la Terra, siano rari, non possono essere esclusi. La Terra porta sulla sua superficie cicatrici che testimoniano che, per miliardi di anni,  si sono verificati impatti anche con conseguenze catastrofiche. L’ultimo significativo è stato l’evento del 2013 di Chelyabinsk che ha causato circa 1600 feriti, la maggior parte a causa di schegge e vetri rotti. Un evento che ha aumentato la consapevolezza della minaccia rappresentata dagli oggetti in orbita vicino alla Terra (Near Earth Objects).

    Dei corpi più grandi per fortuna se ne conosce l’orbita e sono più facilmente individuabili, ma c’è un gran numero di oggetti più piccoli, non ancora scoperti che potrebbero causare gravi danni se dovessero colpire un’area molto popolata.

    E qui entra in scena il nuovo telescopio Test-Bed Telescope 2 (TBT2) di 56 cm , diventando dopo la sua  “prima luce” (first light ) – ossia il suo primo sguardo al cielo – a tutti gli effetti operativo nella caccia agli asteroidi minacciosi. Parte di uno sforzo inter-organizzativo in corso, che vede l’adesione delle due organizzazioni all’International Asteroid Warning Network, il progetto TBT ha come missione il rilevamento e il monitoraggio di oggetti in rapido movimento vicino al nostro pianeta.

    “Per essere in grado di calcolare il rischio posto da oggetti potenzialmente pericolosi – commenta Ivo Saviane, direttore dell’osservatorio cileno – nel sistema solare, abbiamo prima bisogno di un censimento di questi oggetti. Il progetto TBT è un passo in quella direzione”. In questa missione TBT2 è affiancato dal suo gemello TBT1, situato nell’emisfero settentrionale presso la stazione ESA a Cebreros, in Spagna.

    “L’inizio delle osservazioni di TBT2 a La Silla permetterà al sistema di osservazione di funzionare nella sua prevista configurazione a due telescopi, realizzando finalmente gli obiettivi del progetto”, sottolinea Clemens Heese, Direttore della Sezione Tecnologie Ottiche dell’ESA e alla guida del progetto.

    Insieme, i due telescopi rappresentano i precursori del progetto Flyeye dell’ESA, rete che scannerizzerà completamente il cielo per identificare le possibili minacce: l’obiettivo è permettere ai ricercatori un costante controllo, nel tempo, delle orbite di grandi asteroidi, potenzialmente più dannosi.

    Alla base di questo monitoraggio vi è un sistema interamente robotizzato  basato su tre pilastri: programmazione automatica, controllo remoto in tempo reale ed elaborazione autonoma dei dati. Il progetto TBT è oggi il banco di prova di questo sistema, con l’obiettivo di convalidare le capacità del software o facendone emergere eventuali necessità o bug.

    Il primo telescopio ufficiale di Flyeye, frutto di una collaborazione tra  Agenzia Spaziale Italiana ed ESA, verrà installato nel 2022 a 1865 metri di altezza, in cima al Monte Mufara in Sicilia, terra dove nel 1801 Giuseppe Piazzi scoprì Cerere, il primo corpo celeste identificato come un asteroide, attraverso l’osservazione del suo movimento.

    Rita Lena

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