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Pagate in ritardo le bollette? Attenti alla stangata

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gas-e-luceIn un’assenza, peraltro ingiustificata ed imperdonabile, del nostro Governo, delle apposite Autorità di Controllo su di esse e del competente Dicastero, tutti troppo impegnati e distratti in una risibile competizione Referendaria, continua, in un crescendo ormai senza limiti, lo sfruttamento continuato dei poveri consumatori del nostro stanco e disastrato Paese.

Per far soldi, possibilmente a palate, a danno dei tanti indigenti utenti italiani, qualsiasi occasione è buona ed i gestori di Telefonia e di Servizi (luce, gas, acqua) non se la sono lasciata scappare.

Con le modifiche apportate in tutti i loro contratti di adesione, fatti attentamente sottoscrivere ai loro tanti utenti, si è introdotta, alla chetichella e senza troppo clamore, la vincolante formula dell’indennità di ritardato pagamento, quasi già non bastassero le note Equitalia ed Agenzia delle Entrate.

Il malcapitato che si azzardi a pagare una bolletta di luce, acqua, gas o telefono, oltre i termini prefissati nella fattura ricevuta, si vedrà imputare in quella successiva delle aggiuntive indennità di mora che, con eccessivo fair-play, definiamo di tutto rispetto.

Trattasi, infatti, di un’indennità superiore al tasso di riferimento  annuale della Banca Europea.

A conti fatti, secondo i dati forniti dalle Associazioni a Tutela dei Consumatori, un’indennità di ritardato pagamento dell’utenza, pari al 2% per 15 giorni, corrisponde ad uno stratosferico, approssimativo 58% di tasso di interesse annuo.

Se si superano i 30 giorni l’indennità sale al 6% , arrivando all’assurdità di circa il 70% di tasso d’interesse annuo.

Quale esempio valido per tutti gli altri Gestori di Servizi si può prendere la società Tim-Telecom Italia spa. Essa, infatti, nelle sue espresse CGA-Condizioni Generali di Abbonamento, all’art. 19-Indennità di ritardato pagamento-, prevede letteralmente quanto segue:

il 2%, per il ritardo dal 1° al 15° giorno;

il 4%, per il ritardo dal 16° al 30° giorno;

il 6%, oltre il 30° giorno.

Tutto ciò, ovviamente, non risulta controllato da nessun organismo statale, forse perché la società Tim è la prima Operatrice Telefonica in Italia ed è particolarmente benvista dal Governo.

Comunque, chi fattura un servizio, sia pubblico che privato, ha adottato questo sistema per il ritardato pagamento delle fatture.

La fatturazione dell’indennità del ritardato pagamento può sembrare cosa di poco conto, in quanto le cifre, per lo più, appaiono quasi sempre di scarsa entità, ma per chi emette fatture per centinaia, migliaia o milioni di utenti, diventa un affare di grande entità.

Non sono stati forniti dati per verificare gli incassi dei Gestori per questa indennità.

Il dato concreto rilevabile è che in questi anni di crisi, risultano ormai innumerevoli le famiglie, le persone o le società che pagano le fatture in ritardo, facendo lievitare a dismisura questo business, a tutto danno degli utenti consumatori.

A fronte di questi impegni sottoscritti dalle parti, peraltro vincolanti solo per i consumatori, a scanso di distacco dell’utenza in caso di mancato pagamento di tali indennità inserite in bolletta, le previsioni contrattuali di indennizzo, a favore degli utenti in caso di inadempienza del gestore, anch’esse espressamente inserite nelle CGA-Condizioni Generali di Adesione al contratto di fornitura del servizio, non vengono invece mai rispettate (ripetiamo con certezza mai) dai gestori inadempienti.

Nel caso specifico, le Associazioni dei Consumatori hanno fatto riferimento ad un gestore per tutti, indicando Telecom, ed in particolare facendo riferimento all’art. 33 del suo CGA, relativo al mancato rispetto dei termini di attivazione del servizio, per ritardi nelle riparazioni e traslochi o nelle variazioni del numero.

Il povero consumatore, per ottenere tale indennizzo dal gestore inadempiente, dovrà necessariamente adottare, per il tramite delle Associazioni a sua tutela o della competente Autorità, le previste procedure di conciliazione tra le parti.

Sveglia politici e governo, non può continuare più a lungo questo sfruttamento continuato unidirezionale!

P. F. C. 

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