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Prisma, il satellite dell’ambiente è in orbita

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Da questa notte Prisma  (Hyperspectral Precursor of the Application Mission),  è in orbita intorno alla Terra e i suoi occhi iperspettrali inizieranno presto a osservare il nostro pianeta dando indicazioni sul suo stato di salute con dati mai avuti prima..

La tecnologia iperspettrale di cui è dotato Prisma permette, infatti, di vedere più dell’occhio umano e di riconoscere non solo le forme degli oggetti ma anche quali elementi chimici contengono.

Ogni materiale ha una propria firma chimica  spettrale, una vera impronta digitale: una combinazione unica di colori, detti bande spettrali (ndr: continue).

Prisma è un satellite dell’Agenzia spaziale italiana e per la sua realizzazione, lancio e ricezione dati sono coinvolte industrie nazionali e numerose Pmi.

Per il lancio, avvenuto quando in Italia erano le 2.50 di ieri mattina dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana Francese, è stato utilizzato il lanciatore Vega e a 118 minuti dal lancio è stato ricevuto a Terra il primo segnale di collegamento con il satellite.

Prisma ora affronterà tre mesi di verifiche che lo porteranno a essere pienamente operativo dalla metà del prossimo giugno.

L’intero programma è costato 126 milioni di euro e avrà notevoli ricadute sia industriali che scientifiche a beneficio di tutti i cittadini del pianeta. Quale sarà il lavoro di Prisma? Osservare attentamente dall’alto il nostro pianeta valutando ogni minimo cambiamento degli ecosistemi, come processi di desertificazione,  deforestazione, crescite algali e la qualità dell’aria e dell’acqua.

Un costante monitoraggio dell’inquinamento e delle risorse ambientali; sotto i suoi occhi anche gli incendi, lo stato di salute delle foreste e della biomassa.

Per cinque anni Prisma  raccoglierà una grande quantità di informazioni dettagliate e, grazie ai dati forniti, darà un contributo importante  all’agricoltura di precisione, oltre ad essere un’efficace sentinella per le emergenze e il degrado ambientali.

“Prisma ha portato in orbita la capacità del sistema Italia di fare Spazio e rappresenta – ha commentato il commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana Piero Benvenuti – .la prima missione iperspettrale in Europa, Come tale, rappresenta un’occasione unica per lo sviluppo di know how avanzato e per la sperimentazione del contributo innovativo atteso dai dati iperspettrali nel settore delle applicazioni di osservazione della Terra.

Prisma – precisa – assume  un ruolo strategico nella prospettiva di una futura missione operativa nell’ambito delle missioni Sentinel del programma europeo Copernicus”. I dati raccolti dal satellite durante la sua missione a 615 chilometri di altezza saranno elaborati presso il centro di Geodesia Spaziale dell’ASI a Matera.

Rita Lena

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