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I re magi e la stella

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La storia dei Re Magi

I tre Re Magi sono figure misteriose, non sappiamo se sono veramente mai esistiti, sappiamo che Erodoto, vissuto nel V secolo a.C., usò il termine “mago”, μάγοs, per indicare le tribù dei Medi, una popolazione che abitava le zone dell’odierno Iran ed Iraq e da cui discendono i curdi, quando i persiani conquistarono il regno dei Medi il termine “mago” fu utilizzato per designare solo la casta sacerdotale.

Stando al racconto dei tre Re Magi, dal greco μάγοι  [magoi], derivante dal persiano Magush, sapiente, uno studioso e sacerdote zoroastrista ed esperti astronomi. Con i secoli la loro esistenza storica si corruppe trasformandosi nella leggenda dei tre magi.  Venne cosi modificata la loro provenienza geografica che era la Persia per essere modificata in diversi luoghi: per simboleggiare i quattro angoli del mondo e incarnare i figli di Abramo, pertanto i magi  simboleggiano l’umanità davanti al Redentore. Anche l’età ha un suo simbolismo: il giovane, l’adulto e vecchio che simboleggiano le tre età dell’uomo.

I tre Magi sono conosciuti, nel mondo attuale, coi nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassare.
Melechior (il più anziano dei tre, il cui nome deriverebbe dall’aramaico Melech, “Signore, Re”; Bathesal (il cui nome deriverebbe dal mitico re babilonese Balthazar, quasi a suggerire quale sia la sua regione di provenienza)e, infine Gaspar, Gaspare, che i greci chiamavano Γαλγαλαθ, Galgalath, Signore di Saba. In effetti anche nel libro di Daniele (Daniele, 1, 20; 2, 2.10.26; 4, 6 ), si parla di Babilonesi come di “magi” e di Baltazzar come principe dei magi. Nel 1985 durante una campagna di scavi nel deserto egiziano delle celle a ovest del delta del Nilo, è venuta alla luce la più antica testimonianza dipinta (VII-VIII sec.) dei nomi, ignoti al Vangelo, dei Magi. Sull’intonaco bianco del muro di una cella un monaco aveva tracciato in rosso questi tre nomi: “Gaspare, Belchior, Barthesalsa”. Si tratta di una delle tante deformazioni o variazioni che derivavano dai cosiddetti Vangeli apocrifi, testi nati dalla pietà popolare del cristianesimo primitivo, le cui pagliuzze d’oro di verità storica e di fede si nascondono in un magma di fantasie folcloristiche. I maghi, gentili per gli ebrei e pagani per i cristiani, erano considerati impuri dagli ebrei e dai cristiani. Poi vennero riabilitati e chiamati “re sapienti”, personificando messaggi teologici e comunitari, destinati a compattare il nuovo popolo multietnico dei cristiani.

Bisogna tenere presente che nell’ambientazione epifanica ci sono dei simbolismi ben definiti che mostrano una novella teologica con retro produzione storica cioè lo scrittore (Matteo) colloca all’inizio della vita del protagonista ( Gesù) fatti che si sono verificati alla fine della sua vita.  I tre Re Magi portano tre doni : oro per la regalità, l’incenso per la divinità e la mirra che  si usava per l’unzione del defunto e prefigura la morte di Gesù, la sua missione: essere sacrificato per redimere l’intera umanità. Anche il bambino nella mangiatoia assume una postura che prefigura la crocefissione: braccia aperte e gambe sovrapposte coperto solo di un panno; in alcuni casi Gesù bambino è rappresentato fasciato come una mummia.

Se questi tre sapienti siano veramente esistiti non c’è una vera certezza storica ma è un dato di fatto che  nel transetto della basilica romanica di Sant’Eustorgio a Milano si trova la “cappella dei Magi”, in cui è conservato un colossale sarcofago di pietra, vuoto, risalente al tardo Impero Romano. Questa è definita, da anni, come  la tomba dei Magi. Secondo la tradizione  la basilica sarebbe stata fatta costruire dal vescovo Eustorgio intorno all’anno 344 per accogliere le spoglie dei Re Magi che avrebbe fatto giungere i loro resti dalla basilica di Santa Sofia a Costantinopoli. Infatti sappiamo che  erano stati portati alcuni decenni prima da sant’Elena, che li aveva ritrovati durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa. Nel 1162 l’imperatore Federico Barbarossa fece distruggere la chiesa e si impossessò delle reliquie dei Magi, che nel 1164 fece trasferire al duomo della città tedesca di Colonia, dove ancora oggi sono conservate in un prezioso reliquiario.

La stella

A raccontarci della stella è il Vangelo di Matteo, che fu scritto intorno al 60 d.C., ma si parla sempre di stella e mai di cometa, la cometa infatti in passato era considerato spesso simbolo di disgrazia. La moda di rappresentare la natività con la stella cometa risalirebbe al medioevo e pare che Giotto sia stato il primo a rappresentare una cometa e non una stella, come invece descritto nei Vangeli.

Leggiamo infatti nel Vangelo secondo Matteo :

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. ( Matteo: 2, 1-12)

« Τοῦ δὲ Ἰησοῦ γεννηθέντος ἐν Βηθλέεμ τῆς Ἰουδαίας ἐν ἡμέραις Ἡρῴδου τοῦ βασιλέως, ἰδοὺ μάγοι ἀπὸ ἀνατολῶν παρεγένοντο εἰς Ἱεροσόλυμα λέγοντες• Ποῦ ἐστιν ὁ τεχθεὶς βασιλεὺς τῶν Ἰουδαίων; εἴδομεν γὰρ αὐτοῦ τὸν ἀστέρα ἐν τῇ ἀνατολῇ καὶ ἤλθομεν προσκυνῆσαι αὐτῷ. […]

Continua il Vangelo di Matteo descrivendo l’Epifania  con l’arrivo dei Re Magi al luogo della nascita: “essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono (προσεκύνησαν prosekynēsan). Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro (χρυσὸν chryson), incenso (λίβανον libanon) e mirra(σμύρναν smyrnan).”

[…]«ἰδόντες δὲ τὸν ἀστέρα ἐχάρησαν χαρὰν μεγάλην σφόδρα καὶ ἐλθόντες εἰς τὴν οἰκίαν εἶδον τὸ παιδίον μετὰ Μαρίας τῆς μητρὸς αὐτοῦ, καὶ πεσόντες προσεκύνησαν αὐτῷ, καὶ ἀνοίξαντες τοὺς θησαυροὺς αὐτῶν προσήνεγκαν αὐτῷ δῶρα, χρυσὸν καὶ λίβανον καὶ σμύρναν•  […]

Tuttavia sappiamo che della stella si interessa anche un apocrifo, L’infanzia del Salvatore, un testo scoperto in due versioni nel 1927 e databile attorno al VI secolo: “Ecco un’enorme stella che splendeva sulla grotta dalla sera al mattino; una stella così grande non era mai stata vista dall’inizio del mondo”. Ma, nel prosieguo del racconto, l’autore in modo più raffinato si preoccupa di ricordarci che quella stella era in realtà “la parola di Dio ineffabile”. Curioso resta, però, il monologo di Giuseppe che spia da lontano con apprensione i Magi: “Mi pare siano àuguri: non stanno fermi un momento, osservano e discutono tra loro. Sono forestieri: il vestito è diverso dal nostro vestito, la veste è amplissima e scura, hanno berretti frigi e alle gambe portano sarabare [gambali] orientali”. Alla domanda sull’identità del bambino, Giuseppe risponde – non si capisce se ironicamente o “teologicamente” – in questo modo: “Suppongo che sia mio figlio”. Ma essi gli spiegano che di ben altro si tratta. (fonte: “gli scritti”: www.gliscritti.it)

L’importanza simbolica della stella è un chiaro riferimento giudaico  che si trova nella Bibbia e più esattamente in numeri 24.17 dove il profeta Balaam  che profetizza: “  Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele, spezza le tempie di Moab e il cranio dei figli di Set”. Anche il profeta Isaia fa una chiara allusione alla luce come richiamo messianico : “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.” ( Isaia 60,1)

La stella tra astronomia e storia

Ci sono delle ipotesi non del tutto concordanti riguardo l’astro della nascita di Gesù, ma la presenza dell’astro oggi ci può aiutare a datare con una certa precisione la nascita di Cristo, poiché i Vangeli non ci forniscono la data esatta, ci possiamo solo basare sulla stella che condusse i Re Magi.  Alcuni ritengono fosse una supernova, altri ritengono una congiunzione di più astri come Marte, Giove e Saturno. Oggi, a distanza di 2000 anni, è possibile tornare indietro nel tempo e scrutare il cielo ai tempi della nascita di Gesù Cristo. Infatti esiste un software che ci permette di ricostruire i cieli del passato anche se, Keplero già agli inizi del 1600 calcolò, con carta e penna, che  nel 7 a.C. si verificò una congiunzione tra Saturno, Marte e Giove. La sua ipotesi si basava sul calcolo dell’orbita dei pianeti, egli lo scrisse nell’opera “De Anno Natali Christi” pubblicato nel 1614. Oggi le nuove teorie sembrano confermare quelle di Keplero infatti la moderna tecnologia sembra dare ragione allo studioso del ‘600, oggi grazie alla moderna tecnologia sappiamo che nel 6 a.C. c’è stata una congiunzione di Marte, Giove e Saturno e che invece nel 3 a.C. Giove e Venere si sono congiunti nella costellazione del Leone. Giove si è avvicinato anche alla stella Regolo tra il 3 ed il 2 a.C. , di sicuro leggendo i testi storici sappiamo che correva un periodo dell’angoscia e tutti si aspettavano un cambiamento. Giove simboleggia le regalità e Saturno il cambiamento, la ricchezza; secondo alcuni studiosi si tratterebbe che proprio nel periodo intorno alla nascita di Gesù ci siano stati alcuni fenomeni celesti come la congiunzione Giove –Saturno e l’esplosione di una Supernova un anno dopo circa.

Le moderne tecnologie comparate con i testi storici scritti dagli antichi come Giuseppe Flavio, Tacito,  i testi biblici dell’epoca ci aiutano a comprendere la data esatta della nascita di Cristo, infatti tacciono la data di nascita e ci dice solo che Gesù nacque mentre regnava Erode, che secondo altre fonti storiche sarebbe morto dopo un’eclissi di Luna verificatasi prima della Pasqua ebraica. Cosi, confrontando questa informazione con i calcoli astronomici, si arriva a tre possibili date fra il 6 e l’1 a.C. Secondo Mathews, i Magi avrebbero potuto vedere la stella anche due anni prima di intraprendere il loro viaggio verso Betlemme, indicando un anno compreso fra l’8 e il 4 a.C.

Come sostengono gli astronomi Bianchi, Codebòe Veneziano:

forte era l’attesa di una nuova epoca in quasi tutto il mondo mediterraneo tra i secoli II a.C. e d.C.;

2)                  coltivata era l’astronomia presso gli antichi Ebrei. Proprio per questo la Bibbia condanna il culto degli astri;

3)                  Virgilio cantò la speranza nel ritorno della Vergine e dell’Età dell’Oro di Saturno proprio quando il Sole stava per cominciare a sorgere in Vergine all’equinozio di autunno ed in coincidenza con la riforma del calendario voluta da Giulio Cesare;

4)                  la religione avestica valuta in 12000 anni la durata della creazione di Ahura Mazda e prevede alla fine del ciclo la nascita dell’ultimo saošyant /salvatore proprio da una vergine;

5)                  circa nel 12885 a.C. il punto γ entrò in Vergine;

6)                  circa 12885 anni dopo, all’epoca di Gesù, il punto Ω entrò in Vergine, mentre il punto γ entrò in Pesci: era in ogni caso l’inizio di una nuova era zodiacale;

7)                  i Magi videro questo passaggio dei punti γ e Ω e capirono allora che stava per nascere l’atteso saošyant;

8)                  lo cercarono in Palestina perché, concomitantemente all’inizio delle due nuove ere zodiacali, si verificò nei Pesci dopo circa 900 anni, una triplice congiunzione Giove-Saturno, simbolo della stella di Davide;

9)                  questo identico fenomeno, della triplice congiunzione Giove-Saturno in una costellazione in cui era appena entrato uno dei due punti equinoziali, era già avvenuto nel Toro nel 4097 a.C., cioè circa all’epoca cui le genealogie bibliche fanno risalire la creazione del mondo;

10)              lo zodiaco ebraico di Qumran comincia proprio con il segno del Toro.

Per saperne di più:

http://www.oagenova.it/wp-content/uploads/ipotesi_astronomica_stella_di_betlemme.pdf

http://www.archaeoastronomy.it/stella_betlemme_creazione_mondo.htm

file:///C:/Users/antonio/Downloads/Ipotesi_astronomica_Betlemme.pdf

file:///C:/Users/antonio/Downloads/Sigismondi_ArteScienzaN2_163-166.pdf

La Stella di Betlemme, in arte ed in scienza di Costantino Sigismondi

https://news.nd.edu/news/bethlehem-star-may-not-be-a-star-after-all/

https://phys.org/news/2016-12-bethlehem-star.html

https://tanogabo.com/wp-content/uploads/2015/05/ReMagi.pdf

https://cmvmarineo.weebly.com/uploads/3/0/1/9/30193779/il_vangelo_secondo_matteo.pdf

https://www.studibiblici.it/Conferenze/Ivangelidellinfanziarovato2009.pdf

http://www.gliscritti.it/approf/2008/papers/ravasi110108.htm

Emiliano Salvatore

 

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