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Roma: Cittadini bocciano qualità della vita, nel 2018 il voto è 5,3

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Roma – Il voto medio attribuito dai romani alla qualita’ della vita nella capitale nel 2018 e’ 5,3, un dato in lieve crescita dopo il minimo di 5,1 toccato nella primavera del 2016. E’ quanto rileva l’Indagine sulla qualita’ della vita e dei servizi pubblici locali 2018 dell’Agenzia per il controllo e la qualita’ dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, presentata oggi nella sala della Piccola Protomoteca del Campidoglio.

La percezione e la valutazione dei cittadini presentano oscillazioni minime, sia tra un Municipio e l’altro sia dal Centro alla periferia, per cui la lettura territoriale – spiega l’Agenzia – non fornisce un quadro molto differenziato ma delinea un trasversale e generale malcontento. Tutte le valutazioni sono al di sotto della sufficienza, con una lieve flessione tra i residenti della periferia esterna al Grande raccordo anulare (5,26).

Il voto piu’ alto, anche se si tratta solo di un 5,5, va al Municipio X, quello di Ostia e Acilia, seguito dal 5,46 del municipio XIII (Aurelio, Casalotti, Boccea). Il voto piu’ basso (5,03) va al Municipio VI, il Municipio delle Torri (Torre spaccata, Torre Maura, Torre Angela, Torrenova), quadrante est, quello in cui ex-borgate e quartieri nuovi confinano con il Grande raccordo anulare.

La maggior parte dei romani, poi, tende ad attribuire alla qualita’ della vita nel proprio Municipio un voto leggermente superiore a quello del resto della citta’: assuefazione a criticita’ con cui sono abituati a convivere? Fa eccezione a questa tendenza proprio il Municipio VI i cui residenti giudicano la qualita’ della vita locale lievemente peggiore a quella degli altri quartieri.

La lettura socio-anagrafica dei dati dell’indagine mette in evidenza, invece, il diverso livello di soddisfazione di alcune categorie di cittadini. I piu’ soddisfatti risultano (anche quest’anno) gli studenti che hanno attribuito alla qualita’ della vita a Roma 6,5, seguiti dalla categoria giovani (5,97). I piu’ insoddisfatti, invece, sono i laureati e i pensionati (5,1). Tra gli uomini e le donne, poi, il genere che da una valutazione piu’ negativa e’ quello femminile con 5,1. Mezzo punto in meno rispetto agli uomini (5,6).

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