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Salvamamme: chi assiste i figli delle badanti romene?

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Salvamamme: chi assiste i figli delle badanti romene?
In Romania sono 350.000 gli ‘orfani bianchi’, i bambini lasciati lontani dalle proprie famiglie che lavorano in Italia. Di questo circa 40.000 sono figli di romeni che lavorano a Roma.

E’ stato presentato oggi a Roma, in occasione della Giornata del Bambino, il workshop, organizzato da Salvamamme e l’associazione Romeni in Italia, per analizzare il problema degli ‘orfani bianchi’, i bambini lasciati lontani dalle proprie famiglie che lavorano in Italia.

Secondo stime sarebbero 350.000 i bambini rimasti in Romania che sono stati lasciati soli dai genitori andati a lavorare all’estero. Inoltre, è stato calcolato che 400.000 avrebbero sperimentato, per un periodo della loro vita, la partenza di un genitore all’estero. In totale su 5 milioni di bambini romeni, 750.000 sono stati lasciati in patria dai propri genitori partiti in cerca di fortuna. Si calcola che in Romania vi siano almeno 40.000 bambini figli di lavoratori rumeni a Roma.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’On. Roberta Angelilli, Vice-Presidente del Parlamento Europeo, l’On. Federico Rocca, delegato del Sindaco di Roma Capitale ai rapporti con le Istituzioni Europee ed i cittadini comunitari, Oana LISCAN, Ambasciata della Romania in Italia – secondo segretario rapporti con la comunità romena, Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme, Eugen Terteleac, dell’associazione Romeni in Italia, il prof. Vincenzo Mastronardi Psichiatra, titolare della
Cattedra di Psicopatologia Forense – I Facoltà di Medicina – Università degli Studi di Roma “Sapienza”, l’avv. Erminia Cozza, presidente del Centro Studi “Salvamamme Family Support”, il dott. Adrian Ianku, psicologo.

l’On. Angelilli ha dichiarato “Il tema degli orfani bianchi va affrontato a livello europeo, è un fenomeno che per le sue proporzioni deve essere studiato ed analizzato profondamente. Di recente ho proposto in Europa un progetto pilota per raccogliere più dati possibili, per capire come si sviluppa il fenomeno e quali sono le conseguenze economiche e sociali. Al momento solo le associazioni si sono occupate di questo tema, manca l’intervento delle Istituzioni che intendiamo colmare con questo
progetto che avrà l’obiettivo di conoscere per mettere in atto strategie adeguate.”

“Ringrazio Salvamamme per aver posto l’attenzione su questo problema, in Italia si calcola che la comunità romena sia di circa 120.000 persone, è quindi doveroso aiutare queste donne e queste mamme a mantenere i propri legami familiari nel paese di origine – ha dichiarato l’On. Federico Rocca.

“Durante il tavolo di lavoro di oggi è stato possibile formarsi soltanto un’idea parziale di una realtà estremamente variegata e complessa e delle conseguenze che possono emergere – Ha dichiarato Grazia Passeri. – Una strada da percorrere potrebbe essere proprio quella della formazione dei genitori che si sentono a rischio, fornendo solo la capacità di leggere gli avvenimenti in modo corretto e di saper rispondere alle insidie del rapporto a distanza”.

La neuropsichiatra Silvana Madia ha avviato proprio in questa occasione la formazione delle prime famiglie.

In concreto Salvamamme e Romeni in Italia intende mettere in atto interventi con incidenza diretta sulle situazioni emerse, tra le iniziative: sostenere l’ambientazione nel nuovo Paese dei figli dopo l’eventuale ricongiunzione familiare; sollecitare i sindaci dei comuni di origine per collaborazioni di ordine tecnico e per creare comitati locali a sostegno dei figli rimasti in patria; coinvolgere le grandi realtà associative; erigere comitati possibilmente bi-nazionali e sotto l’egida i un
coordinamento nazionale.

Il tavolo di lavoro ha offerto la possibilità di raccontare anche alcune storie di sofferenza, come quella di Maria, una donna emigrata con il marito, e che ha dovuto lasciare le sue due bambine in patria affidate alla suocera, donna violenta e instabile, che non era in grado di sorvegliarle e che chiedeva con urgenza denaro per mantenerle. Salvamamme è riuscita a trovare un lavoro a questa donna presso una famiglia, ciò le ha permesso di recuperare la somma di cui aveva bisogno.

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