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Sanit. Solidarietà equità e sviluppo al servizio della salute

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Solidarietà equità e sviluppo al servizio della salute

E’ possibile un’integrazione tra pubblico e privato? Se ne è discusso oggi alla Tavola Rotonda organizzata oggi da Confsalute Confcommercio

Il Sanit, Forum Internazionale della Salute, ha ospitato oggi il primo atteso appuntamento pubblico di Confsalute, la nuova Associazione di Confcommercio che si occupa di sanità.

“Solidarietà equità e sviluppo al servizio della salute”: questo il titolo dell’incontro, durante il quale si è cercato di trovare un punto di unione tra sanità pubblica e sanità privata accreditata, seguendo due principi fondamentali della nostra democrazia, vale a dire l’uguaglianza di tutti i cittadini con parità di accesso alle cure sanitarie e la liberalizzazione come necessario impulso per il mondo imprenditoriale.

 

“L’Italia ha un Sistema Sanitario Nazionale in grado di tutelare le persone a prescindere dal loro reddito, un principio che io difendo apertamente, ma anche la sanità privata ha interesse ad avere un pubblico autorevole” ha esordito la deputata Livia Turco, ex Ministro della Salute. “L’integrazione tra pubblico e privato è possibile, ma solo se c’è un’attenta programmazione – ha proseguito – dove dovrebbe prevalere il principio della condivisione e della concertazione con le aziende private”. Secondo Livia Turco “non bisogna temere di valutare gli standard di qualità sia nel pubblico che nel privato”.

Anche la deputata del PD concorda con il principio assunto dal Ministro della Salute Renato Balduzzi all’inaugurazione della nona edizione del Sanit: “bisogna guardare alla sanità come a una risorsa piuttosto che come un costo” ha infatti affermato.

 

Di diverso parere, il senatore Domenico Gramazio: “Purtroppo in molti casi la sanità è governata da ragionieri per cui talvolta assistiamo a tagli impropri. Inoltre occorre riorganizzare i servizi a seconda delle esigenze del territorio e a livello regionale”. Il senatore ha ribadito più volte il suo appoggio alle aziende sanitarie private accreditate “che risolvono in molti casi le mancanze del pubblico”. “Sostengo la tesi – ha aggiunto – che la verifica per l’accreditamento andrebbe fatta anche per le strutture pubbliche, perché queste sono spesso inadeguate”.

 

Il panorama della Regione Lazio in questo ambito è stato esplorato da Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della Giunta regionale. “Credo che il rapporto tra servizi pubblici e servizi privati meriti un’attenzione diversa e un percorso di semplificazione in base al territorio”. “Nella Regione Lazio – ha proseguito – siamo passati da un debito sanitario da 1 miliardo e 600 milioni di euro a 1 miliardo, attraverso la revisione del sistema sanitario, un obiettivo che ha comportato anche scelte impopolari”.

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