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Scandalo Facebook, parla l’esperto Luigi Crespi

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Scandalo Facebook, parla l’esperto Luigi Crespi: “Due anni fa parlai con quelli di Cambridge Analytica e mi spiegarono il meccanismo: costruiscono database in maniera illegale attraverso quiz e games su Facebook e scelgono un target disattento e facilmente condizionabile. E’ arrivato il momento di smettere di scandalizzarci e cominciare ad informarci. Le multinazionali del tabacco scelgono le immagini da mettere sui pacchetti attraverso una risonanza magnetica per agire sulla parte del cervello legata alla compensazione”

Luigi Crespi, spin doctor ed esperto di comunicazione, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Luigi Crespi

Luigi Crespi

Sullo scandalo Cambridge Analytica. “Siamo alle comiche finali –ha affermato Crespi-. Io non sono sorpreso perché un paio di anni fa, attraverso un advisor internazionale, Cambridge Analytica cercava referenti nel mondo per applicare il suo metodo. Io ebbi modo di valutare i meccanismi di questo metodo e rimasi sorpreso quando chiesi a quelli di Cambridge Analytica come costruissero questi database. E loro mi risposero che lo facevano attraverso quiz e games su Facebook. Cose del tipo: rispondi a queste domande e scopri qual è la tua personalità, oppure scopri chi eri nella tua vita precedente.

Io gli feci notare che dal punto di vista etico e professionale non si fa una roba del genere, perché loro stavano ottenendo informazioni senza che l’utente avesse firmato una liberatoria. Senza questa liberatoria, la detenzione e l’utilizzo di questi dati è un reato penale. La loro risposta fu: ma questi database sono detenuti all’estero. A quel punto mi alzai e me ne andai. Dissi che per me era un raggiro e che prima o poi sarebbe venuta fuori questa storia. Sono stupito del fatto che sia uscita solo dopo diversi anni. Loro ingaggiano attraverso questo strumento un target disattento, perché essendo disattento è più facilmente condizionabile.

Una volta che io accedo al tuo profilo posso vedere apertamente quali sono le cose che condividi e a cui metti like. Se io vedo che tu posti delle cose contro gli immigrati, su questa tipologia ti vengono linkate azioni ingaggianti molto precise, tipo: “ma tu lo sai che Salvini ha detto che gli immigrati devono restare a casa loro? Condividi questa notizia con i tuoi amici”.

“Io credo che la definizione marketing politico e marketing commerciale sia una definizione accademica –ha spiegato Crespi-. Il marketing è legato alla necessità di farti scegliere un prodotto. La politica è una vendita ideologica, emotiva, passionale, non è come il 3×2 al supermercato. Negli Usa le tecniche di convinzione sono diventate raffinatissime”.

Multinazionali del tabacco. “Le immagini sui pacchetti delle sigarette non sono immagini per disincentivare le persone a fumare –ha affermato Crespi-. La selezione delle fotografie è fatta per agire su una determinata parte del cervello: quella della compensazione ed è provato scientificamente che queste immagini hanno aumentato il numero di sigarette fumate. Le foto sono state scelte non attraverso un medico o uno psicologo, bensì attraverso una risonanza magnetica su alcuni fumatori, scegliendo le foto che agivano sullo spirito di compensazione. E’ più grave questo o quei cialtroni di Cambridge Analytica? E’ arrivato il momento di smettere di scandalizzarci e di cominciare ad informarci”.

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