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Sempre più italiani parlano da soli: sintomo di ansia e stress

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Sempre più italiani parlano da soli. Si vedono tutti i giorni in autobus, per strada o in ufficio: persone normali che, senza un telefonino in mano o le cuffiette alle orecchie, mormorano frasi fra sè e sè, o si lanciano in veri e propri monologhi. Lasciando spesso perplessi i vicini. «In realtà pensano a voce alta. E fanno bene: parlarsi è un’attività cerebrale funzionale al controllo sulle azioni. Il problema arriva quando ci rendiamo conto di farlo molto spesso: è la spia che i livelli di stress e ansia sono molto elevati». A descrivere il fenomeno all’Adnkronos Salute è Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico. Chi, pur non avendo problemi di salute mentale, parla da solo, ricorre a un pensiero autoriflessivo. «In pratica, in questo modo ci diamo istruzioni, ci incoraggiamo. E controlliamo meglio le nostre azioni. Si tratta di un aspetto analizzato dai ricercatori della Toronto University: il team ha esaminato due gruppi di persone impegnate a eseguire un compito. Nel primo, i soggetti potevano parlare e commentare a voce alta le proprie azioni. Nel secondo dovevano ripetere un’unica parola ossessivamente, un sistema per bloccare il pensiero. Ebbene, nel primo caso – spiega l’esperta – il risultato è stato migliore: parlare a se stessi consente, infatti, di avere un atteggiamento più controllato e consapevole». «Insomma, in assenza di patologie – assicura la Vinciguerra – parlarsi è un’attività cerebrale funzionale al controllo sulle azioni. Ma il fatto di farlo spesso a voce alta è la spia di un livello di tensione e ansia che ci porta, inconsciamente, a ricorrere a una valvola di sfogo. La tensione e lo stress creano, infatti, nelle persone una percezione di instabilità. Un’insicurezza, diffusa sempre di più nella popolazione italiana, che cerchiamo di contrastare in tutti i modi». Basta guardarsi intorno «per vedere che il numero delle persone che parlano da sole è in aumento. E se parlare da soli non è una cosa negativa, chi lo fa spesso dovrebbe capire che probabilmente i suoi livelli di ansia e stress sono molto elevati. E correre ai ripari». Discorso completamente diverso, invece, per chi si trova a parlare da solo perchè ‘sente le voci’. «Come ha rivelato uno studio condotto in Italia, Germania e Gran Bretagna pochi anni fa, il 39% della popolazione soffre di allucinazioni diurne, e per la maggior parte sente delle voci», spiega Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all’università Lumsa di Roma. Ma di chi sono queste voci? «In alcuni casi si tratta di voci teleologiche: che indicano al soggetto dei fini, degli obiettivi da raggiungere», spiega l’esperto. Un pò come il grillo parlante di Pinocchio. Ci sono poi «le voci insultanti, offensive: criticano pensieri e azioni. E ancora, le voci imperative, che danno ordini e comandi, o quelle che commentano il comportamento. Infine ci sono le voci grandiose: alcune persone riferiscono di sentire Dio, o un angelo, che parla con loro. Sembra molto strano, ma in realtà si tratta di esperienze piuttosto frequenti. Che in molti casi hanno un legame con la schizofrenia, o seguono l’uso di sostanze stupefacenti e di alcolici». Esistono poi «quelli che io definisco ‘semplicì uditori di voci: ovvero, persone che hanno questo unico sintomo, e per il resto sono perfettamente normali, e fanno una vita normale. Si tratta del 4% della popolazione, secondo alcuni studi, che spesso non parla di questo problema: lo nasconde, per paura di essere preso per pazza». Cantelmi ricorda bene «il caso di un insegnante di biologia, afflitto da anni da voci che lo criticavano pesantemente. Per il resto faceva una vita normale, e non lamentava altri sintomi, all’infuori di questa ‘voce criticà – conclude – che certo gli complicava l’esistenza».

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