RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Simulazione svela la nascita della vita

Più informazioni su

Simulazione svela la nascita della vita –

Qual è l’origine della vita? E’ nata sulla Terra o viene dallo spazio come afferma la teoria della Panspermia formulata più di 100 anni fa dal chimico svedese Svante Arrehenius e ripresa, più recentemente dall’astronomo Fred Hoyle e dal biologo Francis Crick?

La verità è che a questa domanda non si è ancora data una risposta malgrado si sia tentato più volte di farlo attraverso esperimenti più o meno riusciti.

E’ di questi giorni uno studio dell’Istituto dell’Istituto per i processi chimico-fisici del Consiglio nazionale delle ricerche (Ipcf-Cnr) di Messina, pubblicato su Chemical Communications della Royal Society of Chemestry, che avvalendosi di avanzate tecniche di simulazione numerica, tenta di ricostruire il processo chimico  che da molecole semplici e presenti in enorme abbondanza nell’Universo, come l’acqua e la glicolaldeide, potrebbe aver portato alla sintesi primordiale dell’eritrosio, precursore diretto del ribosio, lo zucchero che compone l’RNA.

La ricerca è stata fatta con la collaborazione dell’accademia delle scienze della Repubblica Ceca di Brno e l’Università di Parigi Sorbonne.

Per fare un po’ di storia, nel passato,  sono stati tanti i tentativi di ricostruire e di capire, passo dopo passo, quali fossero stati i possibili percorsi fatti dalla “vita” per manifestarsi sulla Terra. Il più famoso, quello del 1951 di Stanley Miller e Harold Hurey che tentarono di simulare le condizioni primordiali in cui si trovava il nostro Pianeta quattro miliardi di anni fa e bombardarono, per diversi giorni,  una provetta, contenente acqua, ammoniaca e metano (il cosiddetto “brodo primordiale”), con scariche elettriche.

Quello che ottennero fu un liquido marroncino che conteneva diversi amminoacidi. Un risultato che però non diede una  risposta definitiva al problema.

“Nello studio – spiega Franz Saija, ricercatore Ipcf-Cnr e coautore del lavoro – dimostriamo per la prima volta che determinate condizioni prebiotiche, tipiche delle cosiddette ‘pozze primordiali’ in cui erano presenti le molecole inorganiche più semplici, sono in grado di favorire la formazione non solo degli aminoacidi, i mattoni fondamentali delle proteine, ma anche di alcuni zuccheri semplici come l’eritrosio, precursore delle molecole che compongono l’ossatura dell’RNA”.

Ma se questi primi passi della vita possono sembrare plausibili presupponendo una loro origine anche extraterrestre, resta più difficile capire, secondo lo scienziato, come possono essersi formati i primi legami carbonio-carbonio da molecole molto semplici, come la formaldeide, senza la presenza di un agente esterno catalizzatore, perché come dice Saija: “la presenza di tali catalizzatori in ambienti prebiotici è ancora un mistero”.

Nel 2014, riferisce, lo scienziato, l’approccio computazionale consentì di simulare l’esperimento di Miller (studio pubblicato su Pnas) con la formazione di aminoacidi da molecole inorganiche.

“Nel nostro esperimento – spiega Giuseppe Cassone dell’Institute of Biophysics, Czech Academy of Sciences – facendo uso di metodi avanzati di simulazione numerica al super-computer, una soluzione acquosa di glicolaldeide è stata sottoposta a campi elettrici dell’ordine di grandezza dei milioni di volt su centimetro, capaci di catalizzare quella reazione che in chimica viene chiamata formose reaction e che porta alla formazione di zuccheri a partire dalla formaldeide”.

Oggi l’approccio computazionale alla chimica prebiotica è di fondamentale rilevanza – conclude Saija – perché permette di analizzare in modo molto specifico i meccanismi molecolari delle reazioni chimiche alla base dei processi che hanno portato alla formazione delle molecole della vita”.

Rita Lena

Più informazioni su