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Sotto il primo relitto individuata seconda nave romana

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La sede di Ostia della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma prosegue lo scavo che lo scorso marzo ha portato al rinvenimento di un’imbarcazione, scavo che ha adesso rivelato la presenza di un secondo scafo: «al di sotto del primo relitto -si legge in una nota della Sovrintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma- è stata individuata superficialmente una seconda imbarcazione». Di questa, prosegue il testo, «è stata riportata in luce solo parte della fiancata meridionale per una lunghezza di oltre 14 metri e quindi certamente di maggiori dimensioni rispetto ad Isola Sacra 1 (la denominazione del primo ritrtovamento, ndr). Alcuni elementi strutturali confermano l’eccezionalità anche di questo ritrovamento che senz’altro arricchirà la nostra conoscenza della costruzione navale d’epoca romana». Il fortunato ritrovamento di marzo è stato compiuto grazie ai sondaggi archeologici preventivi ai lavori per la realizzazione del Nuovo Ponte della Scafa e Viabilità di accesso a Fiumicino. Finanziato e diretto dalla sede di Ostia della Soprintendenza, l’intervento che ne è seguito ha rimesso in luce un’imbarcazione fluvio-marittima costruita a guscio portante e secondo la tecnica a ‘tenoni e mortasè, sistema ad incastro delle assi lignee tipico dell’epoca greco-romana. Centri di ricerca specializzati (Arc Nuclart di Grenoble) ed esperti di diverse discipline, dalla documentazione fotogrammetrica al rilievo grafico, dalla conservazione del legno bagnato all’archeologia navale e subaquea, nonchè ingegneri ed architetti e geologi, hanno operato in simultanea al fine di garantire tempi rapidi e soluzioni operative idonee alla tutela dell’importante manufatto. La collaborazione avviata con il Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs, Francia) per lo studio dello scafo e per lo studio paleo ambientale del sito, ubicato in prossimità dell’antica linea di costa, ha consentito il tempestivo inquadramento tipologico del relitto che presenta caratteristiche uniche. Lo scafo, battezzato Isola Sacra 1, è conservato per circa 12 metri di lunghezza e 5 metri di larghezza. La prua a specchio, terminante quindi con una tavola piatta, e la particolare sistemazione della zona prodiera, dove eccezionalmente sono ancora visibili due bitte utili per le manovre, avvicinano il natante ad un tipo di imbarcazione di servizio, definito horeia, nota da iconografie e da esemplari rinvenuti in bacini portuali antichi (Tolone e Napoli).

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