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Trump. L’agenda piena. Ivanka superconsigliere e le rivelazioni dell’Associated Press

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Il Presidente degli Stati Uniti d’America è sempre stato un uomo ed un imprenditore dai mille impegni. Ma, ora che è diventato Capo della Casa Bianca per i prossimi quattro anni, il lavoro è moltiplicato. Un programma vastissimo ed estremamente dettagliato quello presentato da Trump fin dagli inizi della campagna elettorale. Idee e progetti che sta cercando di concretizzare in fatti. A partire dalla costruzione del muro con il Messico.

DONALD TRUMP

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I doveri che ricadono sulle spalle del tycoon non sono da sottovalutare. Riunioni, conferenze, dibattiti. Obblighi verso i quali il presidente USA deve rispondere quotidianamente. Il 25 maggio, parteciperà al vertice NATO che si terrà a Bruxelles. Come sottolinea la Casa Bianca, quello di Trump vuole essere un “forte impegno” verso l’Organizzazione internazionale e “discuterà temi centrali per l’alleanza, quali la condivisione della responsabilità e il ruolo della NATO nella lotta al terrorismo”.

Oggi la Camera si pronuncerà se abolire o sostituire l’Obamacare per niente caro al Presidente anche se la proposta non sembra convincere tutti i repubblicani. Un partito, dunque, diviso che rischia di non avere i numeri alla Camera e far passare così la misura.

In effetti Trump è stato molto chiaro cono i suoi: “Votate la riforma sulla sanità o perderete il seggio in Congresso alle prossime elezioni”. Un messaggio che il Presidente non ha nascosto in una riunione a porte chiuse con gli colleghi repubblicani ai quali chiede un gesto di lealtà: “Chiedo il vostro voto per giovedì. Molti di voi sono stati eletti con la promessa di abolire e sostituire l’Obamacare”.

Intanto sul fronte Giustizia Trump non vede alleati. Neil Gorsuch, nominato alla Corte Suprema proprio da Trump, disapprova gli attacchi continui del Presidente USA verso la giustizia americana così come verso i giudici federali. Ovviamente Gorsuch non si farà influenzare da alcuna pressione politica e dichiara: “Non ho nessun problema a decidere contro un partito e contro un altro sulla base della legge e dei fatti che sono presentati”.

C’è invece chi rimane fedele a Trump, la figlia Ivanka. La “first daughter”, nonostante abbia sempre dichiarato che non avrebbe mai ricevuto alcun incarico politico per una questione di conflitto di interessi, ha deciso di stabilirsi presso la Casa Bianca al secondo piano, nella left wing, per stare vicino al padre. Gli farà da consulente anche se non sarà un ruolo ufficiale o insignito attraverso una nomina con giuramento. Non percepirà uno stipendio e rispetterà tutte quelle regole e controlli cui devono sottoporsi i dipendenti della White House. A tal proposito, un portavoce  della Ivanka ha fatto sapere che la Casa Bianca sta lavorando per mettere a punto la figura del superconsigliere: “Un figlio adulto di un Presidente attivamente impegnato nel lavoro dell’Amministrazione è un terreno nuovo. Stiamo lavorando nuove regole da applicare al suo caso”.

Intanto prosegue la bufera su Trump e sui suoi presunti legami con la Russia di Putin. Questa volta non c’entrerebbe lui personalmente bensì il Presidente della sua campagna elettorale, Paul Manafort. Egli avrebbe lavorato per un miliardario russo al fine di promuovere gli interessi del Presidente russo Vladimir Putin. Un contratto segreto da dieci milioni di dollari l’anno che risalirebbe al 2006 e che si sarebbe protratto fino al 2009.  Ma lui dichiara: “Ho lavorato per Deripaska una decina di anni fa ma non ho rappresentato gli interessi russi”. Dichiarazioni che non sono state accettate come vere perché secondo fonti certe l’ex Presidente della campagna di Trump avrebbe progettato un piano strategico di rivoluzionamento della politica e delle relazioni d’affari per favorire il governo Putin. A scoprire le nuove rivelazioni sarebbe stata l’agenzia di stampa statunitense Associated Press. Diffusioni che sono entrate nelle indagini, come dichiarato pochi giorni fa dal Direttore dell’FBI Comey in audizione al Congresso,  sulle probabili interferenze russe durante la campagna elettorale del Presidente Trump.

Polemiche, inciampi, cadute. Che l’Amministrazione della Casa Bianca e meglio ancora la gestione di un popolo grande come l’America non fosse stato semplice Trump lo sapeva fin dall’inizio. Non sembra farsi scoraggiare e anzi continua imperterrito contro tutto e tutti pur di portare avanti quelle promesse fatte non molto tempo fa agli Americani. Un carattere energico e grintoso che non lascia spazio alle polemiche… o forse sì. Ma si sa, se ne parlerà sempre di una persona, nel bene e nel male. E come disse Oscar Wilde ne Il Ritratto di Dorian Gray, “…purché se ne parli”.

Silvia Roberto

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