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Turismo, sei romani su dieci non conoscono le bellezze della città in cui vivono

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Roma conserva luoghi preziosi e storie trasmesse di generazione in generazione. I turisti stranieri arrivano da tutto il mondo per scoprirli, mentre il 64% dei romani non conosce tradizioni e storia della propria città.

Via della Gatta? E’ vicino a largo di Torre Argentina, dove si riunisce una folta colonia di gatti. Ecco solo una delle gaffes commesse dal 64% dei romani quando devono parlare del patrimonio artistico e dei luoghi storici della propria città. Nonostante vivano immersi nella storia e nella cultura, infatti, oltre 6 romani su 10 hanno rivelato di essere incappati in clamorose gaffes, ammettendo di non conoscere soprattutto i luoghi poco frequentati dai turisti e di aver spesso confuso un monumento o un posto per un altro.

È quanto emerge da uno studio promosso da Incontri Sanpellegrino in occasione di Incontri Tour, un’iniziativa volta a celebrare le eccellenze del Made in Italy, condotto su oltre 1.000 capitolini di età compresa tra i 18 e i 60 anni con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per capire in quanti non conoscono le bellezze segrete del proprio territorio.

I capoluoghi del Belpaese, ricchi di una storia ultra millenaria e di una cultura tra le più antiche e sviluppate del mondo, sono costellati da una serie di luoghi magici, perle rare che spesso non rientrano negli itinerari turistici e, purtroppo, nelle conoscenze dei cittadini stessi. La poca familiarità con i luoghi segreti della propria città accomuna purtroppo tutte le metropoli italiane; da Roma (64%) a Milano (62%), passando da Napoli (61%), Torino (59%), Bologna (57%) e Palermo (50%), gli italiani si rivelano poco informati e disinteressati a questo proposito.

Il 64% dei romani, primi nella speciale classifica tra le metropoli italiane, ha commesso almeno una “gaffe culturale” nel corso della propria vita. Per esempio, qualora un turista in visita a Roma chiedesse informazioni a proposito di via della Gatta, in quanti saprebbero indicarla correttamente? Dall’indagine è emerso che addirittura il 72% dei capitolini non saprebbe che pesci pigliare, confondendola spesso con la folta colonia di gatti stabilitasi in largo di Torre Argentina. Emblema dello scarso interesse verso i posti poco conosciuti, la via è sovrastata da una gatta in marmo rinvenuta nel vicino Tempio di Iside, posta qui in ricordo di una micia che, miagolando, avrebbe salvato un bimbo che stava per cadere dal cornicione e che, sempre secondo la tradizione, fissa il punto dove è stato sepolto un tesoro tra le fondamenta dei palazzi.

Completano il podio dei luoghi “dimenticati” della Capitale la Cicatrice della Colonna di Marmo di vicolo Spada di Orlando (66%), che conserva traccia del passaggio a Roma del leggendario Orlando Furioso, e le Statue Parlanti di via Lata (54%), al cui collo venivano appesi manifesti satirici contro i personaggi di spicco della città.

 

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