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Twingo 2014, la gemella francese della Smart

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Renault-Twingo-1Sviluppata sulla stessa base meccanica della nuova Smart, la terza serie della Twingo, che arriverà nei concessionari italiani il 20 settembre, è un po’ un unicum nel panorama delle piccole del segmento B.

Infatti, la francesina sfodera uno schema meccanico ben lontano dal classico tutto avanti, trazione anteriore e motore trasversale, tipico delle concorrenti.

Sotto il cofano infatti abbiamo soltanto le vaschette del liquido freni, del liquido lavavetri e del liquido di raffreddamento: il motore è posizionato posteriormente così come posteriore è la trazione della piccola transalpina.

Disponibili all’esordio due benzina, plurivalvole, entrambi tre cilindri, uno aspirato di circa 1 litro di cilindrata e uno da 0,9 litri con sovralimentazione da turbocompressore.

Le potenze sono, rispettivamente, di 70 e 90 cavalli. L’estetica esterna, specie se si va sulle versioni più costosette, come la TCe Energy Sport, è particolarmente grintosa con decalcomanie sportive e cerchi in lega da 16 pollici calzanti pneumatici ribassati (sia pure a scapito del comfort), ma sono gli interni che interpretano l’idea di un veicolo giocoso e allegro, con il grande schermo lcd a colori al centro della plancia, nelle versioni più accessoriate, le cornici colorate intorno agli strumenti, in tinta con i pannelli porta, e le sellerie bicolore.

2015-Renault-Twingo-cabin-interiorStiamo parlando comunque di una vettura utilitaria, da segmento B e qualche pecca progettuale finisce inevitabilmente per tradursi in piccole scomodità che ad alcuni clienti potrebbero far storcere il naso: non è possibile avere un contagiri analogico, neanche nella versione Sport, le plastiche delicate, l’assenza del ruotino di scorta che non si può avere neanche optional, il vano bagagli non eccezionale (con gli oggetti che subiscono, specie d’estate, il calore del motore, quindi occhio ai surgelati quando fate la spesa), infine l’impossibilità chiudere le bocchette centrali di aerazione sulla plancia.

Sulla tenuta e sulla stabilità vigila l’ESP, poiché parliamo sempre di una trazione posteriore con ripartizione dei pesi 45/55 fra i due assali. Molto completa invece la dotazione infotainment di serie che supporta il collegamento con lo smartphone via bluetooth.

Si leggono poi molte polemiche sulla presunta somiglianza con la 500, ma crediamo che, a colpo d’occhio, le due vetture siano profondamente diverse e difficilmente confondibili.

Ci sembra però che i difetti della twingo siano principalmente due: la scarsa praticità, complice il bagagliaio piccolo e “riscaldato” e l’assenza, all’esordio, di propulsori diesel e metano/GPL che, su un’utilitaria sono in genere molto apprezzati dall’utenza in cerca di risparmio.

Non prevista, infine, una versione realmente sportiva come la compianta Twingo RS 133 della generazione precedente: una piccola bomba, ingiustamente sottovalutata, che non ha avuto il successo che avrebbe meritato.

In sostanza, rispetto a piccole “glamour” come la Opel Adam o la Fiat 500, Twingo offre una scelta un po’ minimalista in quanto a motorizzazioni ed una qualità percepita forse inferiore, mentre, rispetto a vetture più “di sostanza”, come la Fiat Panda o il trio VAG UP!/Mii/Citygo, perde decisamente in praticità e sfruttabilità, dato che le cinque porte non bastano a compensare i limiti del bagagliaio.

(Cosimo Benini)

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