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UN MANIFESTO A TUTELA DEI DIRITTI DI CHI SOFFRE DI EMICRANIE

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FotoIl 26 febbraio 2014 è stato presentato a Roma il Manifesto dei diritti delle persone con cefalea, a firma del SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee),  dell’Al.Ce (Alleanza Cefalalgici), dell’AIC (Associazione Italiana per la lotta contro le cefalee), dell’ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee), della Federdolore, della la Lega Italiana Cefalgici e della Federfarma.
In Italia circa 6 milioni di persone, per la maggior parte donne, soffrono di cefalea primaria. Studi internazionali evidenziano che circa il 90% dei pazienti con cefalea utilizza farmaci da banco (OTC) in modo improprio e protratto, con rischi di tossicità e anche di una eventuale sviluppo di abuso/dipendenza da farmaci in grado di contribuire di per sé alla cronicizzazione di questi disturbi.
Le cefalee rappresentano un raggruppamento eterogeneo di disordini neurologici che si caratterizzano per elevati livelli di disabilità e di interferenza sulla qualità di vita,  per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea la necessità di azioni congiunte volte a migliorare e rendere omogenei gli standard di assistenza medica, con riferimento alla corretta diagnosi, al trattamento appropriato delle varie forme in relazione alla gravità e complessità, al supporto e all’indirizzo dei pazienti nell’accesso alle cure nei diversi ambiti del SSN.
E’ a fronte del peso che questa patologia ha sulla qualità di vita e sulla prestazione lavorativa e sociale di questi pazienti che sono stati formulati alcuni recenti Disegni di Legge presentati dal Senatore Giuseppe Lumia n. 96/Senato della Repubblica del 15 marzo 2013, e della Senatrice Maria Rizzotti.
Una importanza cruciale rivestono, in questo scenario, le 18.000 farmacie italiane, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, che svolgono quotidianamente oltre alla funzione di dispensare farmaci anche quella, importante, di consulenza. E’ per questo motivo che il Manifesto chiede ai 50.000 farmacisti di fornire ai pazienti che soffrono di emicranie croniche informazioni utili sul corretto utilizzo dei farmaci disponibili e consigli sugli stili di vita salutari. Sollecitano, inoltre, il monitoraggio dell’assunzione dei farmaci da parte dei cefalgici e l’orientamento verso strutture sanitarie locali.
Affinché le farmacie possano svolgere efficacemente tutte queste attività, è fondamentale la collaborazione con i medici di medicina generale, con gli specialisti e con le ASL, per creare una rete di assistenza coordinata, in grado di supportare e indirizzare al meglio i pazienti. Un elemento fondamentale di questa collaborazione è la formazione dei farmacisti sulle tematiche delle cefalee con l’obiettivo di rendere univoche le informazioni provenienti da tutte le fonti che aderiscono in maniera diversa a questo progetto.
Oggi la ricerca, seguace inesorabile dell’andamento della congiuntura economica e, soprattutto, di una mentalità refrattaria a considerare la ricerca un settore da incentivare, presenta una stagnazione dei finanziamenti. “Se si aumenta” come cita il Manifesto “la percezione della cefalea come malattia sociale, codificandola sul piano legislativo, potrebbe diventare fonte di attrazione di finanziamenti privati non necessariamente dipendenti da innovazioni farmacologiche, ma correlati al reale peso sociale della malattia mediante efficaci Campagne Nazionali di raccolta fondi dedicate a supportare gli studi sulle patologie encefaliche”.
(Elena Martinelli)

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