USA. L’immagine di Harriet Tubman sulla banconota da 20 dollari

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    L’amministrazione Biden riapre al progetto di Barak Obama, sospeso da Donald Trump, e accelera sulla nascita della nuova banconota da 20 dollari con impressa l’immagine di Harriet Tubman nella parte anteriore. Lo ha reso noto il 25 gennaio la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, dichiarando “È importante che i nostri soldi riflettano la storia e la diversità del nostro paese”.

    Harriet Tubman, nata nella contea del Maryland nel 1922 come Aramita Ross, è per l’America un’icona della lotta di liberazione dalla schiavitù degli afroamericani.

    A 16 anni si ribella ai suoi padroni riuscendo a scappare e capisce che lo scopo della sua vita è quello di aiutare la sua famiglia e i suoi fratelli neri a raggiungere i paesi dove la schiavitù è già stata abolita. A questo scopo, per otto anni viaggia attraverso gli Underground Railroad, una rete di percorsi segreti utilizzati dagli schiavi per sfuggine ai padroni.

    Nel 1858 aiuta John Brown, un uomo bianco sostenitore dell’abolizione della schiavitù, nonostante non condividesse l’idea di una rivoluzione armata contro gli schiavisti.

    Nel 1859, dopo l’arresto e l’impiccagione di John Brown, il senatore Repubblicano William H. Seward, convinto abolizionista e futuro segretario di Sato degli Stati Uniti, le vende un terreno vicino alla città di Auburn, dove Harriet ospita molti schiavi in fuga.

    Allo scoppio della Guerra di Secessione, Harriet comprende che la vittoria dell’Unione avrebbe condotto quasi sicuramente all’abolizione della schiavitù. Così lavora per anni a fianco dei vertici dell’esercito nordista come spia, esploratrice e infermiera, e nel 1863 è la prima donna della storia degli Stati Uniti a guidare una spedizione armata. In un assalto sul fiume Combahee, nella Carolina del Sud, è a capo di una spedizione durante la quale vengono liberati 750 schiavi.

    Gli amici e i sostenitori della sua causa organizzano una raccolta fondi per sostenerla e Sarah Hopkins Bradford, un’ammiratrice, pubblica due volumi su di lei. Nel 1869 una biografia “Scenes in the life of Harriet Tubman” e nel 1886 “Harriet, the Moses of her People”. Tutti fondi guadagnati dalle due pubblicazioni sono interamente spesi da Harriet per aiutare gli schiavi.

    Nel 1874, dopo essere stata truffata da due uomini di colore, Stevenson e John Thomas, che le promettono oro per un valore di 5.000 dollari in cambio di 2.000, viene proposto un disegno di legge per farle ricevere “la somma di 2.000 dollari per i servizi resi da lei all’esercito dell’Unione come scout, infermiera e spia”, ma viene bocciato al Senato. Nonostante lo Stato non le riconoscerà mai un’indennità per i servizi resi, grazie a una serie di leggi varate successivamente, nel 1895 inizia a percepire una pensione di reversibilità del marito morto e una piccola pensione per la sua attività di infermiera durante la Guerra di Secessione.

    Alla fine dell’800 Harriet Tubman è a New York, Boston e Washington per parlare a favore del diritto di voto delle donne. Raccontando delle sue azioni durante e dopo la guerra civile e dei sacrifici di innumerevoli donne nel corso della storia, apre la strada al riconoscimento dell’uguaglianza tra i sessi. Quando nel 1896 viene fondata la Federazione nazionale delle donne afroamericane, Hariett Tubman è l’oratrice principale.

    Aramita-Harriet-Moses nella sua vita è stata svenduta, torturata, truffata. In seguito a un atto di violenza inaudito, un colpo in testa causato dal lancio di un oggetto del peso di 1 kg, ha sofferto per sessant’anni di emicranie, capogiri e crisi epilettiche. Nonostante i suoi disagi fisici, ha continuato a combattere per la libertà fino alla fine dei suoi giorni, trascorsi in povertà e malattia in una casa di riposo che porta il suo nome.

    Muore nel 1913 circondata dall’amore di tutte le persone a cui ha dato il suo aiuto.

    Elena Martinelli

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