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Vivere in un corpo senza arti. La storia di Riky

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Vivere in un corpo senza arti. La storia di Riky, che vuole tornare a disegnare grazie ad una raccolta fondi.

“Vorrei solo tornare a disegnare”, dice Riccardo Massimini, Riky per tutti, un ragazzo ventunenne di Roma senza i quattro arti per una setticemia da streptococco.

“Innanzitutto sono fortunato perché sono vivo – racconta – Il mio percorso ospedaliero è iniziato nel 2005: mi è stata diagnosticata una grave leucemia e sono stato sottoposto a 2 trapianti di midollo e tanta terapia chemioterapica. Sono diventato diabetico di tipo 1 e soprattutto sono un soggetto fortemente immunodepresso”.

Nel 2010 un ricovero al Bambin Gesù per febbre molto alta rivela la setticemia in corso: il suo corpo riesce a farcela ma a farne le spese sono le gambe e le braccia.

“Ho una carrozzella elettronica che mi ha reso il più possibile indipendente – spiega sulla sua pagina GoFundMe – sono attaccato 24 ore su 24 ad un respiratore, con il diabete mellito che mi obbliga a controllare la mia alimentazione”.

Riky, dopo aver preso la maturità scientifica ed aver scritto il suo primo libro, ha un sogno: riavere delle mani. “Non posso avere le protesi oggi in commercio perché io ho delle retrazioni tendinee causate dal trapianto – conclude Riky – e quindi ho necessità per poter esaudire questo mio desiderio di avere un centro che si dedichi a me creando delle protesi personalizzate”.

I costi sono elevatissimi, una cifra che la sua famiglia non si può permettere. Per questo che la mamma di Riky ha lanciato una raccolta fondi sociale con un obiettivo iniziale di 30mila euro.

La campagna è raggiungibile al link www.gofundme.com/nuove-mani- per-riky

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