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Il mistero dei 33 trentini

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    Il mistero dei 33 trentini – Chi erano? Perché entravano a Trento trotterellando, o trottando? –

    La vicenda la conoscete tutti, ma rimane inspiegabilmente misteriosa. Perché trentatré trentini entrarono in Trento tutti e trentatré trotterellando? Un’altra versione parla di trentini che non trotterellavano, ma trottavano.

    Evidentemente i primi trentatré erano trentini bambini, gli adulti non trotterellano. I secondi, al contrario, erano adulti, o almeno ragazzi cresciuti, cresciuti quel tanto che basta per saper cavalcare un cavallo, o un pony, o un somaro.

    Insomma, adulti o bambini, questi benedetti trentini entrarono in Trento. Ma non è chiaro se vi entravano per la prima volta, magari perché provenivano dalla provincia e volevano conoscere le bellezze del capoluogo; oppure se erano cittadini di Trento che rientravano nelle loro residenze dopo una gita fuori porta.

    Il secondo mistero riguarda il numero 33. Perché trentatré e non quarantacinque o diciotto? Erano forse massoni di alto grado? Massoni che, sotto sotto, intendevano mandare un messaggio ai loro associati? Chissà, forse intendevano dire: Rientriamo nel palazzo Thun (nella foto), dove ha sede il municipio trentino, per dirigere la vita politica nella città e nel circondario.

    Avevano vinto le elezioni? Erano riusciti a far diventare sindaco uno dei loro esponenti? O erano riusciti, con mezzi leciti o meno leciti, col voto di scambio, con promesse di mazzette, con incarichi ben retribuiti in aziende municipalizzate o in grossi gruppi privati, a influire sulle decisioni dei consiglieri municipali?

    La storia non lo dice, non chiarisce il mistero e i suoi contorni dagli aspetti inquietanti. Le indagini per sciogliere la nebbia, che finora ha impedito di arrivare alla verità, proseguono senza interruzione in tutte le direzioni.

    Arrigo d’Armiento

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