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Prostituzione minorile, 11 arresti in Lombardia e Emilia

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Ai domiciliari un prete, un agente di polizia locale, un allenatore di calcio giovanile –

 I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, in provincia di Brescia, Bergamo, Milano, Monza e Brianza, Parma e Pavia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone – tra cui un prete,un agente di polizia locale, un allenatore di una squadra di calcio giovanile, indagati per prostituzione minorile continuata.

L’indagine – si legge in una nota – avviata nel mese di agosto ha consentito di identificare quattro minorenni di sesso maschile, tra i 16 ed i 17 anni, i quali, prevalentemente attraverso contatti acquisiti sul social network dedicato ad incontri online, organizzavano approcci con uomini consapevoli della minore età dei giovani, cui offrivano prestazioni sessuali dietro corrispettivo di denaro ovvero regalie di varia natura.

Ricostruiti numerosissimi episodi di rapporti a pagamento di adulti con minorenni consumati sia a bordo di auto presso parcheggi di centri commerciali e di luoghi di intrattenimento sia presso le abitazioni di alcuni degli indagati.

Oltre al sacerdote bergamasco e a un allenatore di squadre giovanili di calcio, nell’inchiesta affidata ai carabinieri della Compagnia di Brescia è indagato anche un agente di polizia locale, sempre per l’accusa di prostituzione minorile continuata. Sono stati sequestrati anche numerosi computer nel corso delle perquisizioni.

L’indagine, cominciata nell’agosto dell’anno scorso dai militari della Compagnia di Brescia e della Sezione di polizia giudiziaria, ha consentito di identificare quattro ragazzi minorenni che avevano avuto rapporti sessuali a pagamento. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati.

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