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Amministratori causano bancarotta a loro vantaggio, due arresti a Treviso

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Avevano trova il modo di arricchirsi a spese dell’azienda nella quale lavoravano. Due manager di una società, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di macchinari industriali per il settore vitivinicolo, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Treviso per bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita.

Secondo le Fiamme gialle i due indagati, amministratori pro tempore della Velo, attraverso numerosi atti e delibere fatte in palese conflitto di interessi con i vertici societari, avevano ideato e realizzato un disegno volto al progressivo depauperamento del patrimonio aziendale. Ciò per impossessarsi di importanti e strategici asset operativi della compagine trevigiana utilizzando terze imprese riconducibili a loro stessi.

I militari del Nucleo di Polizia tributaria di Treviso hanno accertato, tra l’altro, una fitta rete di incroci, compartecipazioni e collegamenti soggettivi tra i due amministratori e le imprese in cui era confluito gran parte del patrimonio aziendale della Velo Spa. L’ingegnoso piano aveva permesso ai due manager di estromettere la famiglia Velo dalla partecipazione azionaria maggioritaria detenuta in quattro società controllate, di cui una con sede in Argentina.

Quest’ultima era stata acquistata nel 2012 da una società di diritto statunitense, riconducibile ai due arrestati, con il chiaro intento di distrarre una cospicua parte dell’attivo patrimoniale, pari a circa 3 milioni di dollari, in danno dei soci e dei creditori. Il gip del Tribunale di Treviso, condividendo le ipotesi investigative degli inquirenti e del pm e ravvisando gravi indizi di colpevolezza nonché il concreto pericolo di reiterazione delle illecite condotte, ha disposto nei confronti dei due amministratori le misure degli arresti domiciliari, eseguite a Portobuffolè (Treviso) e Curtarolo (Padova).

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