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Capaldo: membri banda Magliana sanno cosa è successo

Roma – “Alcuni della Banda della Magliana sanno cosa e’ accaduto” nella vicenda di Emanuele Orlandi. Lo ha detto il magistrato Giancarlo Capaldo, noto per i processi sulla banda della Magliana, intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’e’ desta’ condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano. “Nel momento in cui e’ avvenuto il caso della Orlandi, nel 1983- ha spiegato- la Banda della Magliana era molto forte, sostanzialmente la struttura criminale maggiore che esisteva a Roma. Le dichiarazioni di Sabrina Minardi pero’ non hanno portato alla luce le responsabilita’ della banda nella vicenda Orlandi, bensi’ le responsabilita’ di De Pedis. Questo significa che la banda della Magliana come tale agiva in modo molto disordinato e si e’ autodistrutta da sola. Ritengo che le dichiarazioni di Minardi che chiamano in causa la Banda della Magliana per il caso Orlandi abbiano un cuore di verita’, quindi che vi sia stata una partecipazione di De Pedis e di alcuni altri personaggi indicati dalla Minardi nella vicenda Orlandi. Questa e’ la mia valutazione che pero’ non e’ stata seguita ufficialmente dalla Procura di Roma che ha archiviato il caso. L’archiviazione e’ sintomo che non c’erano sufficienti elementi per andare avanti, non e’ sintomo di innocenza”.

Sulla mafia a Roma. “A Roma esistono certamente organizzazioni mafiose- ha detto Capaldo- ogni organizzazione mafiosa ha una sua ambasciata nella capitale. Esistono organizzazioni riferibili a Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e altre organizzazioni mafiose estere. E’ una realta’ sottovalutata. Sotto il profilo dell’organizzazione criminale romana, oggi con piu’ difficolta’ si puo’ rinvenire un’organizzazione con caratteristiche mafiose come ai tempi della banda della Magliana. Oggi le organizzazioni criminali, pur essendo molto pericolose, mi pare non riescono per autorevolezza ad imporsi come sistema. Il sistema criminale attualmente a Roma e’ di carattere mafioso, ma e’ molto piu’ ampio culturalmente rispetto alla banda della Magliana”. “La banda della Magliana non solo era un sistema, ma aveva un linguaggio proprio. Il linguaggio usato dalla banda, che nasceva da Trastevere e Testaccio, era particolarissimo, utilizzava un pensiero di quartiere che faceva molta presa. Quando ho interrogato molti di questi esponenti della banda, il linguaggio aveva un’efficacia espressiva inusitata. I libri e il film sulla Banda della Magliana riportano quel tipo di linguaggio, pero’ dal mio punto di vista la Banda della Magliana di eroico non ha nulla. Sono persone spesso devastate sul piano umano, devastate dalla vita. Pensare ad un’elaborazione culturale avente come matrice la Banda della Magliana e’ un grave errore” ha concluso.