Capitano Ultimo: spieghiamo senso comunità a ragazzi, difesa è restare nascosti

Napoli – “Il mondo appartiene all’umanita’, non ai parassiti dell’umanita’”. Cosi’ il capitano Ultimo a margine dell’incontro a Napoli con gli studenti della scuola Virgilio IV di Scampia. “È la prima volta che sono qui. Per me – spiega – e’ sempre un grande onore, una grande emozione, une delle cose piu’ importanti della mia vita”. Ai ragazzi, ai bambini, “si racconta che dobbiamo andare avanti tutti insieme sulla strada, nel nome dell’uguaglianza e della fratellanza, tenendoci per mano, rimanendo uniti, non abbandonando nessuno, con la gioia di farlo”.

E a loro va spiegato “che cos’e’ la non mafia, cosa sono le famiglie, cos’e’ una comunita’. Dobbiamo spiegare che l’Italia e’ una comunita’ fatta da famiglie, da persone, da parrocchie, da scuole”. E sono le scuole il punto centrale del discorso del capitano Ultimo, che conclude: “Dobbiamo stare accanto alla scuola, crescere insieme e starci dentro, portarla nel mondo e non nasconderla al mondo”.

CAPITANO ULTIMO: DONATO MIA VITA AD ALTRI

“Del mio lavoro resta il dono della propria vita per gli altri, fatto da me e da tanti carabinieri: questo e’ l’eroismo, questa e’ la ribellione, questa e’ la fratellanza”. Cosi’ il capitano Ultimo a margine dell’incontro con gli studenti della scuola Virgilio IV di Scampia, a Napoli. “Sono un carabiniere – aggiunge – che puo’ parlare di quello che ha fatto. Quello che fanno gli altri dobbiamo chiederlo agli altri. Dobbiamo avere fiducia in quelli che combattono ed e’ a loro che dobbiamo chiedere spiegazioni. Non e’ – conclude – compito mio valutare”.

CAPITANO ULTIMO: MIO VOLTO COPERTO? DIFESA È RESTARE NASCOSTI

“La difesa e’ rimanere nascosti. Nel bene e nel male l’invisibilita’ determina chi vince”. Lo ha detto il capitano Ultimo, a margine dell’incontro a Napoli con gli studenti della scuola Virgilio IV di Scampia, rispondendo ad una domanda dei giornalisti su come spiegherebbe ai ragazzi la scelta di non mostrare il proprio volto.

“Le brigate rosse – spiega – erano forti perche’ non si conoscevano, quando sono state conosciute sono scomparse come coriandoli al vento. Stessa cosa la mafia una volta che conosciamo chi sono, come si muovono: sono organizzazioni criminali che vanno combattute, ma sono comuni. Stare protetti e’ la vera sicurezza, rimanere nascosti vuol dire impedire all’avversario di sapere chi sei, impedire di colpirti. È un modo – conclude – di vivere in clandestinita’, di sparire, di non stare al centro dell’attenzione. Ed e’ l’unica sicurezza possibile”.