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Ciampino, aveva accoltellato moglie e si suicida il giorno prima del processo

Roma – Ieri mattina un sessantanovenne romano si e’ suicidato gettandosi sotto un treno in transito alla stazione di Ciampino. L’uomo era agli arresti domiciliari in attesa di giudizio per il tentato omicidio della moglie, una donna nigeriana di 42 anni. Il processo per tentato omicidio si e’ aperto stamattina con la prima e ultima udienza durante la quale “il caso e’ stato chiuso per estinzione del reato per morte dell’imputato- spiega alla Dire il legale della donna- Ancora una volta la vittima esce fuori sconfitta da una battaglia che la vedeva titolare di diritti. Non c’e’ alcun modo di ottenere il risarcimento dei danni”. Anche sulla casa dove oggi la donna vive, la stessa dove nella notte del 24 giugno il marito l’aveva aggredita con un coltello, “bisognera’ procedere con la successione e vedere come gestire l’eredita’. Attualmente la donna e’ sprovvista di qualsiasi possibilita’ e deve costruire per intero la sua autonomia”. Essa aveva raccontato in un’intervista alla Dire che in 13 anni di matrimonio il marito la trattava “non come una moglie, ma come una schiava”. Isolata dalla sua famiglia, la donna, mai tornata in Nigeria da quando aveva sposato l’insegnante romano, non aveva contatti con il mondo esterno, se non con la chiesa pentecostale di Torre Angela e con i dottori che l’avevano in cura per una patologia cronica.