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Controlli straordinari della Polizia Amministrativa della Questura

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Nei giorni appena trascorsi – in occasione della convocazione del conclave per l’elezione del nuovo Pontefice – gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura – hanno effettuato diversi controlli amministrativi presso alcune strutture ricettive nei dintorni del Vaticano.

Accertamenti effettuati nei confronti di 7 strutture, tra le quali solo 3 sono risultate in regola con la normativa vigente, mentre per le altre sono emerse alcune irregolarità.

In via Cola di Rienzo è stato accertato che veniva gestita un’attività di affittacamere autorizzata per 12 posti letto; in realtà ospitava 18 persone.

Nel corso del controllo i poliziotti – coordinati dal dr. Edoardo Calabria – hanno accertato che dalla stessa reception venivano gestite altre 2 attività presenti nella stessa scala; nella prima erano presenti un numero di persone superiori a quelle autorizzate: 25 invece di un massimo consentito di 18; la seconda era invece priva di autorizzazione, e “ospitava” 31 persone.

Gli agenti hanno constatato l’esistenza di una vera e propria struttura alberghiera, gestita da un’unica reception, dislocata in diversi interni dello stesso stabile, priva delle necessarie autorizzazioni, motivo per il quale il titolare è stato sanzionato con 20.000 euro, e segnalato al Dipartimento del Turismo ed al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Infine presso le tre strutture prestavano servizio, in qualità di cameriera e di addetta alle pulizie, 2 lavoratrici dipendenti di una ditta di pulizie esterna risultate non in regola con la normativa in materia di lavoro, motivo per il quale verrà effettuata la segnalazione alla Direzione Provinciale del Lavoro e verrà elevata la relativa sanzione amministrativa.

Anche presso un albergo in via Catone si è accertato un aumento della capacità ricettiva poiché a fronte dei 46 posti autorizzati effettivamente ve ne erano 58; inoltre dalla stessa reception si gestiva un’altra struttura ricettiva con sede in via dei Corridori, con la medesima partita Iva, comunicando peraltro gli alloggiati all’Autorità di Pubblica Sicurezza in modo errato.

Per il titolare è scattata quindi la denuncia per il reato di falsità in registri e notificazioni, oltre ad una sanzione amministrativa di 81.000 euro.

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