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Droga. Cosenza, madre denuncia il figlio, 26 arresti

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Droga. Cosenza, madre denuncia il figlio, 26 arresti –

Madre coraggio denuncia il figlio pusher ai carabinieri per salvarlo dai debiti di droga e fa scattare operazione con 26 arresti e 9 obblighi di dimora. Tra i reati contestati: spaccio, furti, estorsioni, armi e usura. Sequestrati 4 pistole, 13 chili di marijuana, 7 chili di hashish.

 S’è svolta nelle prime luci dell’alba una vasta operazione dei carabinieri della comando provinciale di Cosenza, supportati dai colleghi dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria”, della compagnia speciale, del Nucleo cinofili e del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia. Ben 250 militari dell’Arma hanno eseguito 35 misure cautelari, dieci in carcere e sedici agli arresti domiciliari, nonché 9 obblighi di dimora, emessi dal gip del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, nella persona del sostituto procuratore titolare del fascicolo d’indagine, Giuseppe Francesco Cozzolino, del procuratore capo, Mario Spagnuolo e del procuratore aggiunto, Marisa Manzini.

Droga. Cosenza, madre denuncia il figlio, 26 arrestati dai carabinieri.

Droga. Cosenza, madre denuncia il figlio, 26 arrestati dai carabinieri.

Le indagini, condotte dalla compagnia carabinieri di Cosenza, sono partite da una madre disperata, collaboratrice domestica, che vedendo il figlio, piccolo spacciatore, minacciato dal suo fornitore per non aver pagato le partite di droga ricevute, si è fatta coraggio e si è presentata al maresciallo comandante della stazione di Cosenza-nord, al quale ha denunciato tutto.

Immediatamente sono scattate le indagini che dal gennaio 2015 si sono protatte fino a oggi consentendo d’individuare una serie di gruppi di pusher che si erano spartiti le piazze di spaccio del capoluogo cosentino, operando in regime di libera concorrenza determinata da un’incessante domanda di droga, testimoniata dai quasi settecento episodi di spaccio documentati.

A carico di alcuni grossisti anche l’accusa di estorsione per aver minacciato e picchiato dei pusher che non avevano pagato le partite di droga smerciate.

Le armi ritrovate hanno confermato la pericolosità di alcuni dei soggetti arrestati. Saranno prorio i debiti di droga a costringere alcuni pusher a diventare anche ladri seriali specializzati in furti su autovetture e furgoni da lavoro, dai quali rubavano qualsiasi cosa potessero rivendere per racimolare contanti.

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