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DROGA | “Non paghi?” e bruciano a Gela il motorino d’un amico del debitore

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Spietati spacciatori, per farsi pagare da un cliente un po’ di droga, hanno pensato bene di rubare e bruciare il motorino d’un amico del debitore. Ma stavolta gli è andata male. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Gela hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale su richiesta della Procura della Repubblica per tentata estorsione, rapina, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio e spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di quattro giovani e di un cinquantenne, tutti pregiudicati, componenti di una feroce organizzazione di spacciatori i quali avrebbero riservato un duro trattamento ai clienti che non pagavano con puntualità.

L’iniziale inchiesta antidroga, denominata ‘Affari di famiglia’ per i legami di parentela tra gli indagati, ha subito una svolta dopo il ritrovamento, in casa di uno degli arrestati, di un ciclomotore che risultava intestato ad un giovane al quale era stato sottratto con la forza per costringerlo, picchiandolo a sangue, a pagare un debito di 800 euro accumulato non da lui ma da un suo amico, resosi irreperibile, che aveva comprato dosi di marijuana a credito.

La vittima non aveva mai denunciato nulla temendo ritorsioni. E mentre gli investigatori stavano accertando questi fatti, la banda di trafficanti ha bruciato il motorino e con spavalderia lo ha fatto ritrovare a poco distanza dal commissariato di Polizia di Via Calogero Zucchetto.

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