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Finto ingegnere truffava banche con documenti falsi

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Ha approfittato della sua perfetta pronuncia della lingua italiana e della naturale conoscenza di quelle tedesca, per poter mettere a segno una serie di truffe ai danni di alcuni istituti bancari della Capitale. Lo hanno scoperto però gli agenti del commissariato Aurelio, diretto da Federico Gazzellone, al termine di un’indagine partita da una segnalazione ricevuta dal direttore di una banca. L’uomo, un cittadino tedesco di 59 anni, nella sua ultima interpretazione ha recitato il ruolo di un rispettabile ingegnere. Fingendosi un libero professionista interessato ad aprire un conto corrente sul quale trasferire fondi provenienti dalla Germania, ha ingannato i dipendenti di alcune banche ottenendo così prestiti e finanziamenti per diverse decine di migliaia di euro. Riuscendo a falsificare carte d’identità, tessere sanitarie, ed altri documenti che venivano poi utilizzati per corredare le documentazioni richieste ha ottenuto la stipula di mutui e prestiti personali. A rafforzare e rendere credibile la sua onorabilità, hanno sicuramente contribuito le sue spiccate doti dialettiche. Ieri mattina però, i poliziotti del commissariato Aurelio lo hanno atteso davanti all’ingresso della filiale di una banca dove l’uomo era diretto per consegnare alcuni documenti. Presso quella sede infatti, pochi giorni prima, aveva avviato la pratiche per l’apertura di un conto corrente bancario. Gli agenti lo hanno bloccato mentre stava per consegnare parte di quella documentazione, risultata poi falsa, ed altre certificati contenuti nella sua valigetta. All’interno della sua autovettura, parcheggiata poco distante, sono stati sequestrati un computer ed una memory card protette da password, oltre a numerosi documenti e altre pratiche bancarie. Ad alcuni documenti di identità, ancora validi, era stata sostituita semplicemente la fotografia, mentre per altri, utilizzando le più sofisticate tecniche grafiche erano stati totalmente contraffatti. Per H.D.O., accompagnato in commissariato, è scattato l’arresto per il reato di false dichiarazioni sull’identità a pubblico ufficiale, ed è stato denunciato per sostituzione di persona, atti falsi, tentata truffa ed appropriazione indebita. Gli investigatori proseguono comunque le indagini per individuare quale sia la reale portata economica delle truffe, quanti altri istituti di credito siano rimasti coinvolti nei raggiri e se il truffatore abbia agito da solo o se abbia potuto contare anche sulla collaborazione di altri complici.

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