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Lo chiamavano “sorcio”: ragazzino denuncia i compagni e fugge da Rimini

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Quanto possono essere perfidi i bambini possono saperlo soltanto i bambini. Gli adulti di solito non danno peso a questi problemi, per loro sono solo ragazzate, scherzi un po’ pesanti, certamente maleducati, ma niente di più. Sfugge ai genitori il dramma di un figlio fatto “soggetto” degli insulti dei compagni di scuola, che così, solo così, si sentono superiori a chi ritengono sia inferiore. Di solito finisce a botte e poi si fa pace e magari si diventa amici. Non sempre è così, qualche volta va a finire male, anche molto male.

A Rimini, un ragazzino di 15 anni veniva chiamato ‘sorcio’  dai compagni di scuola per i denti un po’ sporgenti. Quando non ne ha potuto più, lui li ha denunciati e ora quattro ragazzini sono sotto inchiesta per diffamazione.

A essere preso di mira – anche su Facebook – dai compagni di scuola, in un istituto superiore del Riminese, un 15enne originario della Sicilia, che quando non ce l’ha più fatta si è confidato con i genitori. Dopo la denuncia, gli investigatori sono risaliti ad alcuni autori delle offese. La vittima, riferisce il Resto del Carlino, si è ritirata dalla scuola e ha lasciato Rimini.Altri ragazzini, presi di mira dai compagni bulli, invece di fuggire si iscrivono a un corso di karate. E allora, dopo un po’ di botte, a fuggire sono i bulli, che di solito ricorrono alle prepotenze verso chi appare più debole perché non sono sicuri della loro forza.

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