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Marino, si aggrava la posizione del 39enne accusato di pedofilia: sul pc nuove vittime

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Si aggrava la posizione del 39enne di Marino, arrestato nel mese di agosto del 2010, accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico a seguito dei nuovi sviluppi emersi dalle indagini dei Carabinieri della Stazione di Grottaferrata. I militari, infatti, attraverso accertamenti tecnici e l’analisi dei supporti informatici, schede di memoria, hard disk e pc sequestrati, inviati al RIS di Roma, sono riusciti a risalire e a identificare altre piccole vittime che sarebbero cadute nella trappola dell’orco. Tra le vittime anche un bimbo con un’età inferiore ai 10 anni. Il 39enne, già noto alle forze dell’ordine per episodi analoghi, era agevolato nell’adescamento per il fatto che i minorenni erano attratti dal suo «Quad 4×4» (quadriciclo fuoristrada a motore) e spesso erano loro stessi a chiedergli di fare un giro. Solitamente dopo avere offerto loro anche un gelato, li portava in luoghi isolati o in un box auto di cui aveva la disponibilità dove li convinceva a spogliarsi e li fotografava. I primi ad insospettirsi, all’epoca dei fatti, alcuni cittadini di Grottaferrata che segnalarono ai Carabinieri il frequente giro di bambini a bordo del quadriciclo in compagnia dell’uomo. Così iniziarono le indagini dei militari dell’Arma di Grottaferrata che alla vigilia di Ferragosto bloccarono l’uomo mentre usciva da una gelateria in compagnia di un ragazzino. Nelle sue tasche e a casa furono rinvenuti supporti informatici contenenti centinaia di immagini e video pedopornografici. Alla luce degli ulteriori elementi raccolti dai militari, il GIP del Tribunale di Velletri, concordando con i risultati emersi, ha emesso una nuova Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere che vede aggravarsi la posizione del pedofilo, che proseguirà la permanenza in carcere.

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