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MIGRANTI | Sono 1.079 quelli salvati in mare in tre giorni dall’Italia

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Prosegue senza soste l’azione di salvataggio in mare dei migranti a opera delle navi italiane, nei giorni in cui si apprendono notizie tragiche provenienti da altri paesi, che i migranti li respingono a fucilate. In Spagna, nell’enclave di Ceuta nei giorni scorsi i militari spagnoli hanno aperto il fuoco contro i clandestini che volevano entrare nel territorio controllato da Madrid e ne hanno uccisi una quindicina.

L’Italia non gli spara addosso, ma li va a cercare in mare per portarli in salvo e, si spera, per rispedire a casa loro quelli che non hanno diritto a chiedere l’asilo politico. Sono complessivamente 1.079, tra i quali 64 minori ed un neonato, i migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare nelle ultime 72 ore nel Canale di Sicilia.

Gli ultimi sono arrivati ieri su due barconi in difficoltà intercettati dagli elicotteri del dispositivo aero-navale dell’Operazione Mare Nostrum. La nave anfibia San Giusto e la fregata Espero hanno soccorso il primo natante recuperando 244 migranti tra cui 41 donne ed 11 minori; la fregata Aliseo e la rifornitrice Stromboli hanno operato sul secondo barcone, in cooperazione con due motovedette della Capitaneria di Porto, portando in salvo 263 migranti, tra cui 30 donne, 35 minori ed un neonato.

Di questi 1.079 migranti 816 sono a bordo di Nave San Giusto che li sbarcherà domani ad Augusta; i restanti 263 invece saranno portati a terra in un porto ancora da definirsi con le motovedette della Capitaneria di Porto. Certo, l’opera di salvataggio costa molto di più di quattro pallottole sparate ad altezza d’uomo ma, si sa, la civiltà costa più della barbarie e dà dipendenza più della cocaina. Chi è abituato alla civiltà, non può mai farne a meno e è impossibile disintossicarsene.

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