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Mondo di Mezzo: intimidazioni da Carminati e corruzione da Buzzi

Roma – “Ai fini della sussistenza del delitto di associazione mafiosa, non e’ rilevante ne il numero modesto delle vittime (che il tribunale ha indicato nel numero di 11) ne’ il limitato contesto relazionale e territoriale. Non puo’ escludersi il carattere mafioso della nuova associazione perche’ non sono elementi costitutivi di tale elemento ne’ il controllo generale del territorio ne’ una generalizzata condizione di assoggettamento e omerta’ della collettivita’”.

“Nell’associazione Carminati conferi’ la sua forza di intimidazione e Buzzi conferi’ l’organizzazione delle cooperative e il collaudato sistema di corruttela e prevaricazione”.

Cosi’, nella sentenza di secondo grado di 590 pagine, i giudici della terza sezione penale della corte d’appello, presieduta da Claudio Tortora, hanno motivato il riconoscimento dell’associazione per delinquere di stampo mafioso nel processo su Mondo di Mezzo (ribattezzato Mafia Capitale), in particolare per Massimo Carminati (condannato a 14 anni) e Salvatore Buzzi (condannato a 18 anni).