Musacchio: chi nega l’esistenza della mafia a Roma mente sapendo di mentire

Più informazioni su

    Musacchio: chi nega l’esistenza della mafia a Roma mente sapendo di mentire –

    Vincenzo Musacchio, giurista e docente di diritto penale, è associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). E’ ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. E’ stato allievo di Giuliano Vassalli e amico e collaboratore di Antonino Caponnetto.

    Domande poste dagli studenti del Liceo Classico Statale Giulio Cesare di Roma e le risposte del professor Musacchio. Videoconferenza del 15 gennaio 2021.

    Professore secondo lei la mafia a Roma esiste?

    Assolutamente sì. Non lo dico io ma la Direzione Nazionale Antimafia. A Roma sono presenti sia clan locali sia mafie radicate in altre regioni. Nella Capitale ci sono tutte le mafie e collaborano organicamente tra loro. I clan mafiosi di una volta lottavano tra di loro per il predominio su un territorio, oggi le nuove mafie non si fanno più la guerra ma si accordano per mero interesse economico e monetario. Per questo motivo è raro che a Roma si possano vedere mai guerre di mafia poiché gli affari solitamente sono ripartiti in base alla potenza economica e militare delle varie cosche.

    Pochi mesi fa a Centocelle ci sono stati alcuni attentati di stampo mafioso, come se li spiega da esperto?

    Credo siano semplicemente scosse di assestamento derivanti da posizioni lasciate vacanti che saranno occupate mostrando i muscoli. Più che altro si tratta di segnali lanciati allo scopo di occupare piazze di spaccio di stupefacenti. I cittadini si sono ovviamente impauriti ma il loro obiettivo non è la tensione ma la calma e il silenzio che ritorneranno presto.

    Come mai si sente dire sempre più spesso che la mafia a Roma non ci sia?

    C’è ma non è percepita, sebbene negli ultimi anni abbiamo visto le nuove forme di metamorfosi mafiose soprattutto nel processo penale che fu denominato “Mafia Capitale”. La mafia a Roma sembra una cosa lontana dalla quotidianità, un fenomeno da giornali più che da dimensione reale.  Le mafie presenti a Roma invece si sono immediatamente adattate alle caratteristiche socio-economiche del territorio e hanno avviato fiorenti attività di riciclaggio di denaro sporco nel silenzio più assoluto.

    Roma è una città “ingovernabile” anche perché ci sono le mafie?

    Credo sia una concausa. Se una città sia ingovernabile, lo è perché chi amministra non è all’altezza, non ha visione politica e di programmazione idonea per la città. A questo si aggiunge che sempre più di frequente, interi pezzi di territorio sono gestiti dalle mafie invece che dalle istituzioni. Il più grande problema di Roma direi sia proprio la presenza predominante delle mafie. Credo che nella città eterna si dovrebbe parlare e affrontare il problema delle infiltrazioni mafiose nell’economia, di periferie e disagio sociale, di educazione e di giovani. Roma è oggi uno dei mercati di stupefacenti più ricchi d’Italia e offre opportunità di crescita ai clan mafiosi autoctoni (Casamonica, Spada, Di Silvio), alle grandi organizzazioni criminali e persino alle mafie straniere.

    Cosa si potrebbe fare per tentare di risolvere il problema?

    In primis credo si debbano coinvolgere i cittadini e le persone, associazioni, reti sociali, comunità religiose, movimenti, lavoratori e lavoratrici, operatori sociali, docenti, studenti e studentesse, famiglie, commercianti, imprenditori, migranti, tutti uniti in un unico obiettivo: contrastare le mafie. Questa volontà dovrebbe diventare un esercizio di civismo. Sono convinto, e ciò vale ovunque non solo a Roma, che oggi siamo tutti chiamati a unire le nostre forze e il nostro impegno per far crescere la consapevolezza e la partecipazione nella lotta alle mafie sempre più forti anche per l’apatia delle istituzioni e della società civile.

    Più informazioni su