Neonata nel Tevere, caccia a testimoni e Dna aspettando l’autopsia

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Roma – Testimonianze al setaccio e un profilo di dna da comparare. Su questi due pilastri poggia il lavoro degli investigatori a caccia in queste ore dei responsabili della morte della neonata ritrovata a pelo d’acqua nel Tevere, sabato pomeriggio, all’altezza del ponte di Mezzocammino a Roma. Al momento vengono ascoltati diversi clochard della Capitale, gli abitanti delle sponde del fiume entro un raggio di diversi chilometri dal luogo del ritrovamento, e si cerca incessantemente in tutti gli ospedali. Ore febbrili per la Squadra Mobile a caccia di un tassello, di una testimonianza utile a svelare cosa sia accaduto alla neonata sul corpicino della quale entro mercoledi’ sara’ effettuata l’autopsia. L’indagine procede. Si indaga per omicidio volontario perche’ quel che sembra certo e che la piccola era viva prima di essere abbandonata alle acque del Tevere. Forse un colpo alla nuca potrebbe avere preceduto i suoi ultimi respiri, prima che il fiume facesse il resto. Altro elemento utile e’ che la piccola aveva ancora il cordone ombelicale attaccato al corpo quando e’ stata trovata, tanto che il medico legale ha confermato che la morte potrebbe risalire a circa un giorno e mezzo prima del ritrovamento. Ora sara’ l’esame autoptico a confermare, precisare o smentire quanto in mano agli investigatori. Gli uomini della Polizia Scientifica procederanno con un prelievo sul corpo della piccola per estrapolare un profilo del Dna che sara’ prima comparato con la banca dati della Questura di Roma e poi confrontato con eventuali sospetti.

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