Omicidio Prati, padre vittima: “Una ‘voce’ dal carcere mi disse ‘tuo figli sta per essere ucciso'”

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    «Negli ultimi tempi avevo raccolto io stesso, per vie traverse, una voce tremenda arrivata dal carcere: tuo figlio sta per essere ucciso. Ho riferito anche questa, ma non è bastato». Lo dichiara in un intervista a ‘Il Messaggero’, Roberto Simmi, padre di Flavio, l’uomo ucciso in un agguato nel quartiere Prati, a Roma. Per Simmi, il figlio «è stato ucciso perchè non ci hanno ascoltato – sottolinea – L’avevamo detta e ripetuta quella storia maledetta del falso stupro, la sapevano tutti, dovevano proteggerlo». L’uomo afferma di aver riferito che «Flavio era minacciato di morte» e che «la gambizzazione era stata solo un avvertimento». «Mio figlio era un ragazzo casa e lavoro, senza nessuno di quegli odiosi precedenti che ho letto sui giornali» prosegue Roberto Simmi sottolineando che «non ha chiesto aiuto a nessun boss, nè il giorno prima di morire nè mai. Non so proprio da dove sia venuta fuori questa storia. Era preoccupato, questo sì, ma non gli è mai saltato in mente di rivolgersi alla malavita».

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