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Pietro Orlandi: Vaticano ammette responsabilità interne

Roma – Alla fine qualcosa di positivo c’e’ comunque stato: “Dal Vaticano c’e’ stata una collaborazione concreta” e anche l’ammissione che “c’e’ la possibilita’ di una eventuale responsabilita’ interna”. A sottolinearlo Pietro Orlandi, a margine dell’apertura, senza esito, delle tombe al cimitero teutonico, indicate come possibile luogo di sepoltura della sorella Emanuela, scomparsa 36 anni fa. “Hanno tolto la lastra- ha spiegato Pietro- Hanno scavato per trenta centimetri pensando di trovare la tomba invece hanno trovato una sorta di pavimento. Hanno bucato, sotto c’era una stanza di 3 metri per 4. E dentro non c’era niente”. Quindi “sono passati alla seconda tomba che era a sarcofago. Anche questa completamente vuota”. Alla domanda perche’ Emanuela sarebbe dovuta essere li’ dentro, Pietro ha spiegato che “avevamo ricevuto segnalazioni e non ci basavamo solo su una lettera anonima ma anche su segnalazioni del 2017 di persone interne al Vaticano, non anonime, che ci segnalavano quel posto come luogo di sepoltura di Emanuela”. Ora “voglio risposte dalle persone di cui conoscono nomi e cognomi, perche’ ci hanno indirizzati li’?”. Di positivo c’e’ stata la “concreta collaborazione data dal Vaticano” che, con questo gesto, “ammette che c’e’ la possibilita’ di una eventuale responsabilita’ interna” che “ammetti se apri per cercare Emanuela mentre prima lo negavano nel modo piu’ assoluto”.