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Prostituzione tra Ascoli e Teramo, arrestati due italiani, un marocchino e un romeno

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Il problema è noto dal 1958, quando è entrata in vigore la legge Merlin. La prostituzione, uscita dalle case chiuse, si è installata allegramente su tutte le strade della Penisola. Ogni tanto qualche sfruttatore, però, finisce in galera.

Operazione antiprostituzione della Squadra mobile di Ascoli Piceno e di quella di Teramo, che nell’arco degli ultimi giorni hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip di Ascoli Giuliana Filippello per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti due italiani, un marocchino e un romeno, accusati di aver fatto prostituire numerose ragazze lungo la strada della Bonifica del Tronto, fra le province di Ascoli Piceno e Teramo.

Si chiude così l’indagine ‘Free Land’ avviata nel giugno 2013 dal pm Mara Flaiani per arginare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione lungo la ‘via del sesso’.

In carcere a Marino del Tronto è finito Rudi Ion, 36 anni, romeno, che avrebbe sfruttato l’attività della propria compagna prostituta. Per Fabrizio Baiocco, 47 anni, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Ascoli: l’uomo gestiva una decina di ragazze. Obbligo di dimora a Civitella del Tronto per Aziz El Khalidi, marocchino di 27 anni, e a Sant’Egidio alla Vibrata per Riccardo Cialani, 44 anni.

Ai quattro sono state sequestrate  una Ford Escort, una Volkswagen Golf, una Ford Focus e una Fiat Marea. Tra gli indagati figura anche un romeno di 24 anni, già estradato in Romania dove deve rispondere del reato di tentato omicidio aggravato.

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