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Protesta contro Pallotta assume connotati globali: rivolta dopo addio De Rossi

Roma – Da Sydney a Miami, da New York a Parigi passando per Amsterdam, Salonicco, Copenhagen. La protesta dei romanisti ha assunto nel weekend proporzioni globali, con striscioni esposti in ogni parte del mondo dai tifosi giallorossi all’estero e fatti rimbalzare sui social, dove la contestazione nei confronti del patron James Pallotta e del suo consigliere ombra Franco Baldini, dopo la gestione del mancato rinnovo di Daniele De Rossi, e’ diventata virale.

E non vengono risparmiate nemmeno le pagine Facebook d’oltreoceano: se la scorsa settimana a essere preso di mira era stato il profilo del ristorante delle sorelle Pallotta a Boston – poi chiuso ai commenti dall’Italia – che aveva fatto irritare il presidente, tra ieri e oggi e’ il turno dei Celtics. La pagina della franchigia di Nba, di cui l’imprenditore statunitense e’ socio, e’ stata inondata da centinaia di commenti in italiano e in inglese da profili anche vietnamiti, indonesiani, turchi: ‘Freedom for AS Roma’ e ‘Pallotta go home’ i piu’ gettonati con ‘Baldini out’, ‘Pallotta facce Tarzan’.

E ancora ‘Vendi la Roma e vattene’, ‘Non vogliamo ne’ te ne’ lo stadio’. Nel mirino, pero’, c’e’ anche la pagina Facebook del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, celebre ateneo di Cambridge, nell’area metropolitana di Boston, e una delle piu’ importanti universita’ di ricerca del mondo: qui i tifosi hanno lanciato l’hashtag #SellAsRoma, inserendo decine di ‘Pallotta vattene’ tra post di ingegneria meccanica e biologia.